Uno dei tanti punti che ha portato gli studiosi a pensare che l’Iliade e l’Odissea avessero autori differenti è il fatto che i proemi di questi poemi siano molto diversi l’uno dall’altro; essi presentano qualche analogia ed alcune differenze sostanziali che li collocano in diversi contesti temporali e, di conseguenza, ideologici. Ne sono l’esempio le primissime parole: quelle dell’Iliade, “Canta, o dea” (“...”), e quelle dell’Odissea, “[…] raccontami, o Musa” (“[…] ...”). Con queste parole è evidente la grande differenza ideologica che caratterizza i poemi: nell’Iliade il narratore esordisce con un’invocazione alla dea e la preghiera di “cantare”. Questo significa che il narratore, secondo l’ideologia del tempo, non aveva alcun merito nella narrazione di un poema: egli era solo lo strumento della dea, la quale cantava per mezzo di lui. Nel proemio dell’Odissea, invece, il narratore ha sviluppato idealisticamente un ruolo più importante: egli esordisce con la richiesta di “raccontare a lui”; questo concetto è ribadito al verso 10, che dice: “Anche a noi di’ qualcosa di queste avventure, o dea, figlia di Zeus”. Continua »
L'Iliade guarda il video »
Iliade guarda il video »