Polifemo: Rielaborazione del mito di Polifemo dal punto di vista del gigante (2 pagine formato doc)

VOTO: 5 Appunto inviato da feidhru

Era una bella giornata: il sole splendeva alto nel cielo, incorniciato da viluppi di nuvole bianche. Il mare correva per l’orizzonte, di un ceruleo vivace, frastagliato dai luccicanti riflessi solari. Le aquile volavano leggere sulla boscaglia, che si estendeva sconfinata tra le montagne, che svettavano contro il cielo. Ero poco lontano dalla mia grotta, su di un alto promontorio che si ergeva sopra un mare tranquillo. Ero lì, all’ombra degli allori, a far rientrare i greggi nella stalla, recintata da un alto muro di pietra. A qualche passo più in la, si erigeva la mia grotta, che sembrava incastonata tra i pini e le querce frondose. Alcune pecore rimanevano a far rientrare nell’ovile, quando sentii dei rumori provenire dalla mia grotta. Mi voltai di scatto e vidi un’ombra infilarsi nel mio antro. Lasciai le ultime pecore fuori dell’ovile e corsi subito nella mia grotta, per vedere cosa stava accadendo. Li vidi: erano circa una dozzina, correvano di qua e di la per la mia grotta, veloci come formiche, e come esse, facevano razzia di tutto il cibo che trovavano. Afferrarono le carni di pecora, il formaggio lasciato a stagionare. Correvano svelti nell’antro, sulle loro gambette fragili. Uno di loro si accorse della mia presenza, e gridò ai compagni “Compagni, fuggite, presto! Un mostro, un mostro orribile!”. Gli altri si fecero prendere dal panico, e si agitarono. Maledetti omini impertinenti, entrare nella mia dimora, senza il mio permesso! Allora, prima che riuscissero a sgusciare via dalla grotta, afferrai un enorme masso, e lo feci rotolare velocemente. Sfido quegli omini a spostarlo. Si fecero prendere ancora di più, e a quel punto chiesi loro “ Chi siete voi, per entrare in casa mia senza il mio permesso? Ditemelo!”. Allora dal gruppetto, mosse qualche passo un’ omino, che con voce decisa ma con una vena di timore, mi disse “ Noi siamo Achei. Stiamo tornando dalla guerra di Troia. Abbiamo attraversato il mare solcato da venti impetuosi, diretti in patria : Zeus ha deciso così e noi non possiamo ribellarci al suo volere. Neanche tu dovresti, perché sa diventare terribile contro chi non rispetta i viaggiatori, gli stranieri e i supplici…”. Mi venne quasi da ridere a quelle parole e gli risposi a tono “Ah, piccolo uomo, qui non c’è Zeus a proteggerti! Credi che ti lascerei andare solo per compiacerlo? Me ne infischio del suo “volere divino”, io ne sono di gran lunga più forte. Piuttosto, dimmi dove hai ormeggiato la tua nave…”. Alle mie parole, l’omino sbiancò q per qualche secondo sette in silenzio, poi ribatté “ La mia nave ora giace chissà in quale punto negli abissi dell’oceano. Poseidone stesso me l’ha scaraventata contro gli scogli aguzzi, con il favore dei venti impetuosi.”. Continua »

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