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Tema sull'utopia: Compito di filosofia sul concetto di utopia e sul suo percorso da Platone ad oggi, con commenti personali (2 pagine formato doc)

VOTO: 6 Appunto inviato da vivi87s

Utopia. Progetto di una comunità ideale, che non esiste in nessun luogo, ma di cui è auspicabile l'attuazione Utopia Progetto di una comunità ideale, che non esiste in nessun luogo, ma di cui è auspicabile l'attuazione. Il termine "utopia" (dal greco ou, "non", e topos, "luogo") fu coniato agli inizi dell'età moderna da Tommaso Moro, ma un antecedente significativo del concetto di utopia può essere ritrovato anche nell'età classica. La prima utopia nella storia, alla quale in definitiva si sarebbero rifatte tutte le altre, è quella fornita da Platone nella Repubblica. In quel dialogo Platone ritraeva il modello di uno stato ideale, retto dai filosofi e fondato sulle classi dei governanti (i filosofi appunto), dei guerrieri (che insieme coi filosofi sono i "custodi" dello stato) e dei lavoratori.

UTOPIA DI THOMAS MORE (Clicca qui >>)


Lo stato platonico si presentava come una realtà organica, nella quale ciascun individuo, a seconda della virtù in lui prevalente (la saggezza, il coraggio, la temperanza), trovava collocazione all'interno di una delle tre classi e viveva in funzione dell'insieme. A Platone si deve anche la descrizione della misteriosa isola di Atlantide contenuta nei dialoghi Timeo e Crizia, che forniranno lo spunto di alcune utopie sorte in età rinascimentale, in particolare quelle incentrate sul progetto di una "città ideale". Nella letteratura utopica del Rinascimento, che presentava lo stile dei resoconti di viaggio, venivano infatti descritte immaginarie terre lontane (perlopiù isole), nelle quali regnava un assetto sociopolitico perfetto. Fra queste descrizioni vanno ricordate, oltre quella di Tommaso Moro, il quale nel 1516 pubblicò Utopia e diede per primo una definizione di questo termine, le utopie di Tommaso Campanella, autore della Città del Sole (1623), e di Francesco Bacone, autore della Nuova Atlantide (1627). Nelle opere di questi pensatori veniva delineato il progetto di uno stato che realizzava ideali di uguaglianza e di giustizia, nonché di tolleranza religiosa, superando così i conflitti della società di quel tempo.

RICERCA SULL'UTOPIA MODERNA (Clicca qui >>)


Nell'età dell'Illuminismo l'utopia si colorava dell'ideale dell'uguaglianza naturale e della felicità originaria, che la società futura doveva restaurare. Nelle più recenti opere letterarie di carattere utopico, come Il mondo nuovo (1932) di Aldous Huxley, 1984 (1949) di George Orwell o Fahrenheit 451 (1953) di Ray Bradbury, i tratti della visione utopica vengono addirittura ribaltati, dal momento che il nuovo quadro sociopolitico assume agli occhi di questi autori connotazioni decisamente negative. Mentre le precedenti utopie rappresentavano l'adempimento di un progetto incentrato sui valori della libertà, della giustizia e della ragione, le utopie negative (o "antiutopie") profilano forme di stato nelle quali vige un sistema di dominio totalitario e di completa manipolazione delle coscienze.

PERCORSO STORICO SULL'UTOPIA (Clicca qui >>)

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