La mafia, Falcone e Borsellino

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saggio breve svolto sul fenomeno della mafia e la morte di Falcone e Borsellino (2 pagine formato docx)

LA MAFIA, FALCONE E BORSELLINO

Come tutti i fenomeni storici, anche la mafia ha un unizio e una fine" (G. Falcone). La mafia è un’”associazione criminale”, sorta in Sicilia già nel XIX secolo che, trasformandosi in un’organizzazione affaristico-criminale di dimensioni internazionali, opera tuttora nel mondo, in particolare nell’Italia del Sud, assumendo le caratteristiche di una vera e propria “piaga” nazionale.
Partì ad operare inizialmente nel sistema economico della Sicilia, sfruttando soprattutto il latifondo, fino ad arrivare oggi giorno a controllare il gioco d’azzardo, la droga, la prostituzione, i commerci con l’estero. Giunse ad infiltrarsi perfino negli apparati pubblici ed amministrativi, nei settori riguardanti la società e l’economia e nel mondo politico. Questa “associazione” trova molta forza nell’agire, perché è organizzata secondo una struttura piramidale, i cui membri sono tutti imparentati tra loro, elemento che favorisce e rispetta un rigido codice d’onore e di omertà.

Tema sulla mafia


FALCONE E BORSELLINO

Per molto tempo il fenomeno della mafia è stato sottovalutato, ma le vere mobilitazioni si ebbero con l’istituzione della commissione politica antimafia: vennero così promulgate nuove leggi, nelle quali vennero giuridicamente definiti i delitti di mafia. Ma poco dopo si scatenò l’offensiva mafiosa contro lo stato e la legge.
Due uomini, ricordati per la loro audacia e la loro forza di spirito per combattere, o almeno tentare, il fenomeno della mafia, segnarono con la loro vita la storia nazionale: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Un magistrato e un giudice, entrambi palermitani, diedero la propria vita per cercare di arginare questo fenomeno illegale; sacrificarono le loro famiglie, costringendole a vivere sotto scorta, nascosti, in continuo movimento tra Roma e Palermo, ma riuscirono a portare 110 mafiosi al maxi-processo.
Questa azione scatenò la voce di una popolazione intera, determinata ad uscire allo scoperto per affrontare questa piaga, quale è la mafia.
Il maxi-processo infatti, conclusosi nel 1992, sottopose a interrogatorio 794 mafiosi e condannò gli imputati a 2700 anni circa di galera, tra cui numerosi ergastoli.

La mafia: tema svolto


GIOVANNI FALCONE

Purtroppo però il 1992 segna anche la morte dei due eroi nazionali: a Maggio venne fatta saltare l’autostrada a Capaci (PA) sulla quale stava viaggiando Giovanni Falcone; a Luglio venne fatta saltare un’autobomba in un quartiere di Palermo, ove si trovava Paolo Borsellino in visita dalla madre.
La lotta tuttavia non si fermò, anzi venne incitata maggiormente: lo stesso Stato dichiarò guerra alla mafia nel 1993,  introducendo l’ART 41 BIS, con il quale viene associato ai mafiosi il “carcere duro”. La risposta mafiosa però non cessò: continuarono a far esplodere bombe a Roma, come alla chiesa del Velabro o in piazza di San Giovanni Laterano. Ma nello stesso anno emerse un altro personaggio, il quale non combatté una vera e propria guerra contro la mafia, ma cercò di arginare il fenomeno partendo dalle basi della società siciliana: i giovani.

Il fenomeno della mafia: tesina maturità