La crisi dell'Adolescenza: Analisi delle diverse fasi della crisi dell'adolescenza, i conflitti interiori, sistemi di difesa, il rifiuto, i costi della crisi nell'adolescente, il ruolo del gruppo e della famiglia (3 pagine formato doc)

VOTO: 6 Appunto inviato da battista1959

Giovanni Casula 3°C Giovanni Casula 3°C Tema Sulla Crisi dell'Adolescenza Citando lo psichiatra Kestemberg “l'adolescente non è allo stesso tempo un bambino ed un adulto”. Sappiamo che per adolescenza (da “adolescere” = crescere) si intende quel periodo della vita che va dai 12 ai 22 anni circa, e vede l'individuo impegnato ad affrontare una serie di cambiamenti che interessano il suo sviluppo fisiologico, morfologico, sessuale, infine sociale. Esso inizia con la pubertà e si conclude con l'ingresso nel mondo degli adulti, che avviene perchè si assumono responsabilità (consapevolezza identitaria), perché si fanno cose tipiche della maturità (la condotta) e perché la società ci riconosce come tali (riconoscimento sociale). I conflitti si presentano in diversi piani. Il primo è quello legato allo sviluppo fisico dell'adolescente, trasformazioni corporee rapide e vistose che influenzano la coscienza ed il comportamento, insieme all'autostima e al confronto con i coetanei rappresentano i primi problemi che insorgono nell'adolescente. Il rimanere indietro viene interpretato dall'adolescente come indice del costituirsi di una inferiorità permanente. Nei maschi lo identifichiamo con la mancanza di peso e bassa statura (i ragazzi più forti sono più popolari dei meno forti ed anche meglio adattati all'ambiente), oppure anche con il ritardo dello sviluppo (ciò sviluppa infatti sentimenti di inquietudine, insicurezza e dubbi sulla propria efficienza fisica che possono permanere nel tempo). Nelle femmine invece identifichiamo il problema legato allo sviluppo fisico con il peso e la statura ritenuti eccessivi, di cui sentiamo spesso parlare, oppure lo sviluppo precoce che costituisce uno svantaggio psicologico nelle ragazze adolescenti. Altra parte costituente della crisi adolescenziale è il conflitto psicologico relativo allo sviluppo sessuale ed è dal modo in cui queste fasi sono superate che derivano gli stessi conflitti Ulteriore problema fondamentale della crisi adolescenziale è il conflitto psicologico relativo allo sviluppo intellettivo. Infatti tra l'11° e il 14° anno si verificano dei progressi nello sviluppo intellettuale: dal pensiero infantile della fanciullezza si passa al pensiero astratto della mentalità adulta (ipotetico-deduttivo). Questo però può favorire l'insorgenza di conflitti interiori: uno di questi è l'insoddisfazione di fronte ad pensieri e regole del mondo degli adulti, inculcate senza una spiegazione. Le soluzioni più drammatiche intraprese dall'adolescente sono l'abbandono scolastico, le fughe, e nel peggiore dei casi, il suicidio. Altro conflitto conseguente ai fattori della crisi adolescenziale, è quello della marginalità sociale, ovvero il vedere gli adulti come “ambigui” che a volte richiedono all'adolescente comportamenti da adulti, altre volte lo escludono dal mondo adulto. Insomma, l'adolescente non è né carne né pesce, non appartiene né all'infanzia né agli adulti. Questo pone l'Adolesc Continua »

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