Eutanasia indica una morte serena, naturale o provocata con mezzi adatti non tutti leciti e ammessi, per alleviare o abbreviare sofferenze in ammalati gravi e inguaribili; è una pratica medico-legale condannata dalla religione e dal diritto positivo, consistente nel determinare la morte di una persona molto sofferente e per la quale non esistono, nei limiti della scienza umana, speranze di miglioramento e di salvezza. L'eutanasia è stata una delle problematiche discusse dalla nostra società dal punto di vista etico, religioso, giuridico. Dal punto di vista etico bisogna anteporre il fatto che esistono due forme di eutanasia: 1°) una forma cosiddetta attiva e 2°) una passiva. Nella prima il medico, accogliendo la richiesta di un ammalato terminale, per il quale non vi siano più speranze, non solo di guarigione o miglioramento, ma di attenuazione delle sofferenze, somministra un farmaco ad azione letale dopo avergliene fatto sottoscrivere la richiesta. La seconda, invece, consiste nel sospendere quella terapia abituale che serve a prolungare la vita e quindi le sofferenze del paziente. A tale scopo però bisogna fare un'importante distinzione fra sospensione della terapia della malattia causa della morte e sospensione della terapia di malattie concomitanti o intercorrenti. Continua »
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