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La donna nel medioevo: Analisi dell'evoluzione della figura femminile dal feudalesimo a Boccaccio (4 pagine formato doc)

VOTO: 3 Appunto inviato da little5

L’immagine della donna e gli effetti che essa produce su tutto ciò che la circonda sono in continuo cambiamento come lo sono sempre stati, e nondimeno in persistente mutamento è la concezione che soprattutto i poeti hanno ed hanno avuto di questa figura femminile oltre che dell’amore: quest’ultimo può essere visto da qualcuno come passione carnale proibita, da qualcun altro come mezzo di spiritualizzazione; prenderò ora in esame gli autori vissuti dal periodo feudale al 1300, cominciando quindi da R. D’Aurenga per arrivare a Boccaccio. D’Aurenga, trovatore della lirica cortese del dodicesimo secolo, esalta questo sentimento come passione inarrestabile anche se proibita prendendo a modello il comportamento di Tristano e Isotta come viene detto in un suo testo: “[...] Tristano, quando glielo diede Isotta gentile e bella, non poté altro fare; e io amo la mia donna con un patto da cui non posso ritirarmi” (R. D’Aurenga, da Armellini-Colombo, “La letteratura italiana”); da queste parole si capisce anche il rapporto fra la donna ed il poeta: vi è un patto fra di loro come pure fra un signore ed il suo vassallo, fra il padrone ed il suo servo. Continua »

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