Riassunto capitolo 28 Promessi sposi

Appunto inviato da fpelucchi Voto 3

spiegazione del capitolo 28 de I Promessi sposi. Analisi sulla natura umana (2 pagine formato doc)

Riassunto capitolo 28 Promessi sposi - “Non crediate però che non ci fosse qualche fastidiuccio anche lí. L'uomo (dice il nostro anonimo: e già sapete per prova che aveva un gusto un po' strano in fatto di similitudini; ma passategli anche questa, che avrebbe a esser l'ultima), l'uomo, fin che sta in questo mondo, è un infermo che si trova sur un letto scomodo piú o meno, e vede intorno a sé altri letti, ben rifatti al di fuori, piani, a livello: e si figura che ci si deve star benone. Ma se gli riesce di cambiare, appena s'è accomodato nel nuovo, comincia, pigiando, a sentire qui una lisca che lo punge, lí un bernoccolo che lo preme: siamo in somma, a un di presso, alla storia di prima.


E per questo, soggiunge l'anonimo, si dovrebbe pensare piú a far bene, che a star bene: e cosí si finirebbe anche a star meglio.” Il racconto prosegue sulla stessa linea ideologica: …È tirata un po' con gli argani, e proprio da secentista; ma in fondo ha ragione. Per altro, prosegue, dolori e imbrogli della qualità e della forza di quelli che abbiam raccontati, non ce ne furon piú per la nostra buona gente: fu, da quel punto in poi, una vita delle piú tranquille, delle piú felici, delle piú invidiabili; di maniera che, se ve l'avessi a raccontare, vi seccherebbe a morte… Manzoni elabora in questo paragrafo una sintesi che mette a fuoco la sua concezione poetica: l'opera letteraria ha "l'utile per iscopo, il vero per oggetto e l'interessante per mezzo". 


Ossia deve esistere una letteratura che sappia educare attraverso la narrazione di vicende realistiche e proprio per loro stessa natura , interessanti. Lo scopo della storia è bene esemplificato attraverso l’uso di una metafora : gli uomini non sono capaci di accontentarsi di ciò che hanno e desiderano sempre di più, nonostante le durezze della vita abbiano insegnato loro che a volte sarebbe meglio accettare ciò che la Provvidenza divina manda, piuttosto che agitarsi nell’inutile tentativo di accumulare beni materiali. Lo scrittore lombardo paragona gli uomini a dei poveri infermi, che si illudono che solo il prossimo abbia una vita più soddisfacente e fortunata , ma che non si rendono conto di porsi in contrasto con la dottrina cristiana secondo la quale il regno di Dio non è possibile sulla terra. Manzoni si preoccupa quindi della formazione individuale del lettore, e i Promessi Sposi possono essere certamente classificati come un romanzo di formazione (basti riflettere sull’evoluzione della personalità di Renzo e sui numerosi propositi che il povero tessitore di campagna si propone di insegnare ai propri figli) ma non dimentica che ciascun uomo con la sua libertà, con la sua individualità, è parte di un ambiente sociale al quale ognuno porta un contributo nella misura in cui è onesto, laborioso e umile nella propria umanità.