Tema capitolo 33 Promessi sposi

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spiegazione del capitolo 33 de I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni (1 pagine formato doc)

Tema capitolo 33 Promessi sposi - Riflessione sul capitolo XXXIII dei Promessi Sposi
Il capitolo ha due soli protagonisti, don Rodrigo e Renzo, i due antagonisti dell’intera storia del romanzo. 
L’ubicazione in cui essi si rivelano è però capovolta a quella iniziale: ora è don Rodrigo a soffrire violenza, prima dalla peste e poi dal suo bravo, ad essere discostato con la forza dalla sua casa e da tutto ciò che gli è amato, ugualmente a quanto era accaduto a Renzo all’inizio delle sue innumerevoli peripezie. Renzo invece inizia il suo ritorno verso il proprio paese, riaccostandosi via via alle persone dalle quali era stato strappato con la aggressività, violenza e l’inganno.


L’intralcio che aveva preoccupato la situazione di equilibrio iniziale è tolto, ma la storia è ancora molto lontana dalla conclusione, perché altri ostacoli (quali ad esempio la peste ed il voto di Lucia) si inseriscono alle nozze di Renzo e Lucia, i due giovani protagonisti.
La coscienza della propria disfatta si afferma a don Rodrigo nel sogno, prima di essere accettata dalla ragione: un sogno significativo di un segreto tormento, distanziato attraverso la dispersione, ma non mai calmato, quello di aver insultato un uomo di Dio, padre Cristoforo, che aveva fatto appello alla sua coscienza non solo di cristiano ma soprattutto a quella di uomo.

Proprio nell’abbagliata dimensione del sogno, don Rodrigo comprende la realtà della sua condizione di perdente, di vinto: il suo orgoglio è sconfortato dalla vicinanza repellente con gli infettati; le armi gli fuggono di mano e lo rendono disarmato di fronte agli insulti della folla; ogni suo tentativo di rivolta e ribellione è frenato dal gesto dispotico di padre Cristoforo che alza la sua mano contro di lui, chiedendogli il conto della sua vita sciagurata.