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L'emarginazione non ha età: Tema trattato attraverso Verga, Levi, Conrad (2 pagine formato doc)

VOTO: 3 Appunto inviato da pucci87

L'emarginazione non ha età L'emarginazione non ha età Emarginare significa mettere ai margini, estromettere dalla vita sociale. Non importa come o in quale modo o il perché, la cosa importante è come anche ora, nel 21° secolo uno dei problemi veramente importanti sia l'emarginazione sociale. Proprio per questo si può considerare molti scrittori del secolo passato come scrittori moderni… direi quasi contemporanei. Chi di noi non ha mai preso in giro un ragazzo o una ragazza per il colore astruso dei capelli o perché portava gli occhiali (ricordate i famosi quattrocchi??!) ?? Più o meno tutti almeno una volta nella vita lo avranno fatto… Vi ricordate Pippi CalzeLunghe?? Era,secondo me, una trasposizione comica e non tragica di Rosso Malpelo, il capolavoro letterario di Verga. Rosso “Malpelo si chiamava così perché aveva i capelli rossi; ed aveva i capelli rossi perché era un ragazzo malizioso e cattivo”, come se chi avessi i capelli rossi fosse malizioso e cattivo, e gli altri bambini non erano forse maliziosi o addirittura cattivi? Verga ha deciso di emarginare il ragazzo per la propria caratterizzazione fisica, e non solo. Rosso Malpelo era chiamato cosi alla cava, il posto dove lavorava dopo la morte del padre, da quando lui era morto era diventato lui stesso il “bambino” di casa. Era l'unico in famiglia che portava due soldi e che mandava avanti la famiglia anche se una famiglia,se così si può chiamare, non l'aveva. Era considerato più o meno da tutti una bestia, si emarginava proprio come un animale, “egli andava a rincantucciarsi col suo corbello fra le gambe, per rosicchiarsi quel suo pane di otto giorni, come fanno le bestie sue pari”. Un'emarginazione non solo di tipo fisico se cosi si può chiamare ma anche di tipo sociale, infatti era evitato da tutti.. “veniva accarezzato con i piedi”. La sua emarginazione, la sua esclusione, la sua rabbia veniva trasmessa a Ranocchio, un ragazzetto che secondo Malpelo veniva difeso da lui,era sotto la sua protezione però veniva continuamente picchiato. Ranocchio, soprannominato anche lui con un nome di animale per accentuare ancora di più l'emarginazione. Era chiamato così perché da quando si era rotto il femore in cava , “arrancava in modo che sembrava ballasse la tarantella..così che gli avevano messo il nome Ranocchio”. Non è l'unico esempio di come Verga tenda ad identificare i propri personaggi con un animale, basti pensare alla novella “La Lupa”. “ Al villaggio la chiamavano la Lupa perché non era sazia giammai- di nulla”. La ragazza era completamente emarginata dalla società, ma soprattutto chi soffriva di più era la povera figlia, costretta a sposare un ragazzo che non amava per far piacere la mamma, per saziarla. Ma Nanni non voleva lei, voleva “io invece voglio vostra figlia,che è zitella.” La Lupa per una volta si era vista rifiutata, il nomignolo affidatoli ora ritraeva una donna sc Continua »

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