Essere E Apparire - Tema di Italiano gratis Studenti.it

essere e apparire: Tutto pare fatto per apparire e quello che appare Ŕ destinato ad essere visto, sentito, gustato, odorato. Riflessione sul binomio essere-apparire (2 pagine formato doc)

VOTO: 5 Appunto inviato da valentina1986

La nostra societÓ Ŕ in una fase di acuta e drammatica implosione Essere e Apparire Tutto pare fatto per apparire e quello che appare Ŕ destinato ad essere visto, sentito, gustato, odorato. L'uomo sembra essere il centro di questa rappresentazione; egli Ŕ il primo spettatore e l'interprete principale: Ŕ la sintesi per cui Essere e Apparire coincidono.L'uomo ha per sua natura e costituzione, per sua capacitÓ, il bisogno di conferme d'esistenza e quello Ŕ dato dal vedere e essere visti. Apparire quindi significa parere agli altri e questo significa avere o cercare spettatori: esibirsi, mostrarsi, recitare, essere individuati e percepiti e cosý essere accettati, ammessi, legittimati al bisogno d'amore e al suo appagamento. Cosý inizia quel lungo percorso doloroso del travestimento per la recita di un copione e di un apparire che questo comporta e che lo SCRIPT ci conferma.Vi sono sostegni d'identitÓ che aiutano a rassicurarci e a far si che non ci perdiamo, cosý troviamo appigli al fragile sentimento d'identitÓ. Winnicot, parla di alcuni di questi oggetti "sostegno" che fanno parte della "area transizionale", questi oggetti insieme a certi fenomeni aiutano il bambino ad affrontare le frustrazioni, le privazioni e le nuove situazioni.In un contesto di fragilitÓ e di identitÓ che pervade la nostra societÓ, la risposta narcisistica, trova -a livello individuale- per chi la fa, nella televisione un potente mezzo di sostegno e di difesa dell'identitÓ: dopo l'abito, la cosmesi, lo spettacolo, la televisione ci fa vivere. Diversamente non si capirebbe come certi individui riescano a dire davanti ad una telecamera cose che non direbbero mai. Le "carezze", poi, di una popolaritÓ immediata data dalla televisione diventano una droga. Un altro mezzo che rafforza lo SCRIPT.Szaz, psichiatra americano, dice che in fondo esiste una analogia tra il ruolo del malato mentale e quello dell'attore di teatro: tutti e due assumono un ruolo per essere riconosciuti e amati dagli altri. I ruoli diventano strumenti che coprono e mascherano con una soddisfazione narcisistica.Karpmann, uno dei primi allievi di E. Berne, ha individuato nel dramma, con lo scambio dei tre ruoli che lo caratterizzano-0 il Persecutore; il Salvatore e la Vittima - il Gioco pi¨ praticato dai nevrotici. Questi tre ruoli sono intercambiabili e pur essendoci la scelta esistenziale di immedesimarsi in uno, c'Ŕ nella relazione drammatica lo scambio di ruolo. Es.: Un divorzio pu˛ capitare a tutti, diventa un dramma se non c'Ŕ l'accettazione di un fallimento. Se non si vive la separazione come un fatto civile e ragionevole, si scatena il dramma: il voler far pagare all'altro il fallimento. Ecco allora che uno diventa Persecutore, l'altro Vittima. Con l'intervento degli avvocati (i Salvatori) ecco che avviene lo scambio dei ruoli: il Persecutore diventa Vittima e la Vittima, Persecutore. Si entra cosý in un circolo triangolare che non pone fine al dramma, ma lo alimenta.L'uscita dallo scambio dei ruoli presup Continua »

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