Quale sarà il futuro dell'ONU alla luce della crisi che si è aperta tra i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza , con diritto di veto, sulla guerra al Paese mediorientale?
È necessario che la massima istituzione internazionale ritorni a svolgere un ruolo di protagonismo e che riprenda una politica autonoma nell' interesse di tutti i Paesi del mondo, Stati Uniti compresi.
Funzionale a questa esigenza è il rinnovamento dei suoi organismi, a cominciare dal Consiglio di Sicurezza che, figlio degli equilibri usciti nell'immediato secondo dopoguerra, attualmente vede godere del diritto di veto cinque Stati (Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia) che non sono più i rappresentanti esclusivi di una situazione di eccellenza, perché nuove realtà, come ad esempio il Brasile, l'India, la Germania, il Giappone, la stessa Italia, s'impongono nello scenario politico-economico mondiale e rivendicano un maggiore prestigio nell'ambito delle Nazioni Unite.
Ma è lo stesso concetto di diritto di veto, riservato come un privilegio alle grandi potenze, ad essere fuori tempo, poiché contraddice il principio fondamentale della parità dei membri dell'ONU, come viene stabilito nella Carta istitutiva dell' organismo stesso.
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