Ho sentito alcune interviste fatte a persone di media età nelle quali si diceva che era meglio dimenticare queste pagine nere della nostra storia, che si è trattata di una pazzia che non potrà più ripetersi perché oggi la mentalità è cambiata, c’è istruzione, c’è democrazia, ci sono le Nazioni Unite. Penso che questo non sia giusto, che sia nascondere la testa sotto la sabbia dell’indifferenza. E’ giusto ricordare, e ancora più giusto spiegare alle nuove generazione che cosa sia successo, che cosa ha portato all’olocausto, perché non è stato fermato e soprattutto che cosa ha significato, tutto questo perché ciò non si possa davvero più ripetere. Io non ho visto la guerra, neppure i miei genitori ed anche i miei nonni l’hanno vissuta marginalmente, ma so che è qualcosa di terribile, di irrimediabile, che lacera paesi e l’intera società, che divide i fratelli e che non cessa con la fine delle ostilità ma mina l’anima di chi l’ha vissuta, e questo l’ho imparato da chi ne è stato testimone, da chi non si è nascosto dietro i “non voglio ricordare” o “non voglio pensarci”, ma da quelli che si sono presi l’impegno di insegnare alle generazioni a venire, per dare a noi la possibilità di sapere, di capire, di impegnarci per la pace, per l’integrazione, per la cooperazione tra i popoli, perché tutto quello che loro hanno vissuto non possa più ripetersi. Continua »
Andrea Cortellessa legge e commenta... guarda il video »