Fin dall'antichità, l'amore ha rappresentato qualcosa che richiamava grandi sentimenti legati alla parte più profonda dell'animo umano. Inutile era il proposito di voler ricondurre il concetto di "amore" o di "innamoramento" a spiegazioni razionali; questo nobile sentimento non rientrava nei canoni imposti dalla ragione propria dell'uomo.
L'amore non era -e non è tuttora- esprimibile attraverso ragionamenti, è chiaro quindi che poeti, filosofi, artisti sono riusciti e continuano a trarre ispirazione da questo.
Ritengo che amare sia la fiamma e l'impeto della virtù umana. La facoltà di pensare, riflettere e giudicare appartiene all'uomo ma è la capacità di amare che lo fa grande in questo mondo. Amare è la vera virtù dell'uomo che gli permette di fuggire il male ed aspirare alla felicità.
Il sociologo F.Alberoni afferma che "tutta la nostra vita è rivolta verso una meta il cui premio è la felicità" . L'uomo è continuamente scontento della sua condizione. Alcuni pensano che tramite il piacere dei sensi si possa diventare felici ma personalmente ritengo che la felicità sia vera soltanto se condivisa e sia perciò vincolata dall'amore verso le altre persone. Penso che ci sia una sostanziale differenza tra infatuazione o "innamoramento" e "amore".
L'innamoramento è legato ai sensi, la passione è la sua matrice che trascina la persona in un vortice di sensazioni, moti e inclinazioni dell'animo a volte fra loro contraddittori.
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