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Vita e opere di Alessandro Manzoni ed I Promessi sposi: I “Promessi Sposi sono il più grande capolavoro del Manzoni. Egli ha fatto due scelte riguardando la trama del romanzo, esse sono: il tempo, in cui è ambientato il romanzo, e i personaggi, cioè gl’umili, gente semplice costretta a sottomettersi a potenti (2 pagine formato doc)

VOTO: 3 Appunto inviato da marionocera

I genitori di Alessandro Manzoni costituivano la coppia peggio assortita che si possa immaginare. Don Pietro Manzoni, discendente di una famiglia di nobiltà contadina, originaria della Valsassina, era un uomo all'antica, col codino, i calzoni corti, le fibbie sulle scarpe, due grossi orologi ne panciotto, scatola d'oro per il tabacco da fiuto e cappello a due punte. Per quali motivi, già vedovo e ultraquarantenne, si fosse indotto a sposare una fanciulla di diciannove anni, è difficile da capirsi. Lei, la fanciulla, era la marchesina Giulia Beccaria, figlia di Cesare Beccaria, autore del trattato “Dei delitti e delle pene”. Tenuta in collegio per sette anni dal padre, che aveva altro a cui pensare, e dalla matrigna, ne era finalmente uscita, assetata di libertà e di affetto. Al momento del matrimonio, combinato per l'interesse del conte Pietro Verri, da circa un anno Giulia era notoriamente l'amante di Giovanni Verri. Non ne fece gran caso lo stesso don Pietro Manzoni, che prese in moglie la spensierata fanciulla; ma quando, il 7 marzo 1785, Giulia mise al mondo un bambino, non poté evitare che nei salotti della buona società si pettegolasse sulla reale paternità del neonato. Ad ogni modo, il piccolo fu battezzato col nome di Alessandro il giorno successivo alla nascita e segnato nel registro nel registro parrocchiale come . Appena nato, il bambino apparve come un nobile da scaricare, e fu subito mandato a balia sulle sponde del lago di Como. Poi, a solo sette anni d'età, incominciò ad assaporare il grigio squallore, l'aria fredda e tetra ei collegi. Il giovane Alessandro viene educato in collegi religiosi , prima dai padri Somaschi, poi dai barnabiti,. A sedici anni, lasciato il collegio, il Manzoni entra in contatto con alcuni dei più significativi rappresentanti della cultura milanese e conosce cosi le idee progressiste scaturite dalla Rivoluzione francese. A questo periodo risalgono i suoi primi componimenti poetici: opere ancora imperfette sotto il profilo stilistico, ma interessanti per lo spirito libertario e per le critiche sociali che esse esprimono. La madre rimpiangendo il marito scappa a Parigi per il suo muovo amante, Carlo Imbonati. Nel 1805 Carlo Imbonati muore, lasciando Giulia Beccaria erede delle sue ingenti sostanze. Nello stesso periodo Alessandro Lascia il padre Pietro Manzoni, che muore due anni dopo, e raggiunge la Madre a Parigi. Inizia per il manzoni uno dei periodi più stimolanti dal punto di vista intellettuale. A Parigi, il giovane conosce i filosofi del gruppo degli Idéologues, ma soprattutto incontra Claude Fauriel, uomo di grande cultura con il quale Alessandro Manzoni non cesserà di confrontarsi su problematiche storiche, filosofiche, letterarie e linguistiche. Nel 1808 il Manzoni sposa, in matrimonio propiziato dalla madre, la sedicenne Enrichetta Blondel, di fede calvinista. Gli anni che seguano segn Continua »

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