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Quale fu la culpa di Ovidio? Error, oculi aut aliud?: Tema di latino dal titolo "Quale fu la culpa di Ovidio? Error, oculi aut aliud?" (2 pagine formato pdf)

VOTO: 6 Appunto inviato da x6elisa

In un pomeriggio del novembre dell'anno 8 d.C., la spensierata e mondana condizione nella quale Publio Ovidio Nasone trascorre la sua vita viene inaspettatamente e definitivamente interrotta dall'arrivo di un comunicato di Ottaviano Augusto, che lo allontanava, pare senza precisarne i motivi, in un lontano villaggio sul Ponto Eusino (odierno Mar Nero), dove si trovava un reparto militare imperiale.

VITA E OPERE DI OVIDIO (Clicca qui >>)

In quel territorio, abitato, come Ovidio si accorgerà, da popolazioni primitive e non civilizzate, il poeta rimarrà per tutto il resto della sua esistenza e dunque per circa dieci anni, fino al 18 d.C., anno della sua morte, senza più rivedere la casa, la consorte Fabia, i circoli culturali che era solito frequentare, gli eleganti ambienti d'èlite del patriziato romano, gli amici e il vasto gruppo dei suoi ammiratori. Tuttavia, le cause di questo misterioso esilio rimangono ancora oscure. Ancor più inspiegabile il fatto che Tiberio Claudio, successore di Augusto, non abbia revocato l'esilio.

INTRODUZIONE A "L'ARS AMATORIA" DI OVIDIO (Clicca qui >>)

Ciò può indurre a pensare che le cause dell'allontanamento non riguardassero una questione nata tra il poeta e Augusto, ma che avessero una motivazione più profonda. L'indubbio fascino che Ovidio suscitava sui suoi contemporanei (e che conservò anche nel Medioevo) lo portava ad influire fortemente sui comportamenti e addirittura sul costume non solo della cerchia che egli frequentava, ma dell'intera Roma. Continua »

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