ottimismo e pessimismo in lucrezio

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Analizza attentamente i brani antologici assegnati e manifesta la tua posizione critica o opinione a proposito, non sottovalutando la possibilità di collegare l’opera di Lucrezio a qualche opera di letteratura moderna.(Thomas Mann o Albert Camus). (2 pagine formato doc)

Tito Lucrezio Caro,autore latino, è il poeta che meglio ci descrive il rapporto tra vita e morte,tramite l’alternanza tra ottimismo e pessimismo nella sua più celebre opera,il “De rerum natura”. Il poema lucreziano,in sei libri,è la “miniatura” del “Perì Phữseos” di Epicureo, di cui intende divulgare la dottrina. Nel “De rerum natura”, più che in tutte le altre opere di autori latini studiate,si nota come il poeta ami procedere per antitesi,quasi che la legge dell’isonomia domini la stessa opera letteraria, che si apre con l’invocazione a Venere. La scelta della dea non è casuale,anzi Lucrezio enuncia, fin dal principio, lo scopo del poema:insegnare ai giovani romani la strada verso l’hedonè, il piacere,la “voluptas”personificata da Venere. “L’inno a Venere” segna l’esordio del poema e,quindi,la nascita dell’uomo ad opera della “Venus genetrix”. Da epicureo, Lucrezio inserisce nel “De rerum natura” il concetto di ciclicità della vita. Infatti, il poema, apertosi con la nascita dell’uomo, si chiude con la sua terribile morte. La morte, secondo Lucrezio, è una delle tre paure –le altre due sono la paura dell’aldilà e quella degli dèi- di cui la “religio”, ovvero la superstizione religiosa, fa uso per spaventare l’uomo e renderlo suo schiavo.