Nell’età comunale cambia la situazione economica e, di conseguenza, si assiste a dei mutamenti in ambito sociale: inizia a emergere la figura del mercante, che già esisteva, ma che aveva perso importanza prima dell’anno Mille con l’avvento delle invasioni in Europa.
La società che si sta venendo a formare vede perciò l’emergere della borghesia , che assume un ruolo sempre più importante nella vita politica e vuole fare suo quel patrimonio di conoscenze che fino ad allora era stato prerogativa di pochi. Ciò avviene grazie alla nascita della poesia didattico-didascalica, che vede tra i suoi maggiori esponenti Brunetto Latini, Giacomino da Verona e Bonvesin de la Riva.
Gli insegnamenti contenuti nelle loro poesie sono espliciti, sia di carattere religioso, che di carattere profano.
Nel “De Babilonia Civilitate Infernate” e nella “Gerusalemme Celeste” di Giacomino da Verona è possibile notare un monito diretto al pubblico affinché impari cosa sia bene e cosa sia male: vengono difatti descritte le condizioni disagiate delle anime condannate all’Inferno e quelle più agiate delle anime dirette al Paradiso.
Differentemente, nel “De Quinquaginta curialitatibus ad mensam” ( 50 cortesie da desco) di Bonvesin de la Riva , c’è un insegnamento morale: è un vero e proprio mini-galateo contenente i comportamenti che si dovrebbero tenere a tavola.
La poesia didattico-didascalica è caratterizzata da una forte chiarezza visiva, dal momento che bisognava impressionare le persone per far recepire al meglio il messaggio.
Tuttavia questa scuola poetica è l’ultima in ordine di comparsa cronologica nella vasta realtà italiana: il primo testo risale infatti al 1224-1226 ed è il “Cantico delle Creature” di San Francesco .
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