Per antisemitismo si intende l’ ostilità verso il popolo ebreo organizzata in un movimento politico-ideologico. L’ antisemitismo trova la base in diverse motivazioni: religiose, culturali, razziali, nazionalistiche ed economiche. Esso ebbe inizio nel 1933 ed è durato fino al 1945; Adolf Hitler, che era il dittatore della Germania, era convinto che esistesse una razza superiore: la razza ariana. “I non ariani”, in particolare gli ebrei, dovevano essere sterminati. Ci fu il divieto di matrimonio tra ebrei e tedeschi, il boicottaggio dei loro negozi e l’ obbligo di portare un segno di riconoscimento (la stella di Davide) cucita sui vestiti in modo che gli ariani potessero evitarli. Pur pazzesche che possono sembrare, queste idee conquistarono molta gente, che trovarono negli ebrei le persone sulle quali sfogare la propria rabbia. Nel 1933 Hitler iniziò la persecuzione contro gli ebrei: la “gestapo”, polizia nazista ideata per preservare l’ insolazione degli ebrei, scovò e uccise migliaia di ebrei. Hitler, in questo modo, sperava di sfavorire la riproduzione degli ebrei e quindi la loro estinzione. Continua »