1914, annus mirabilis
Esistono innumerevoli testi, saggi, e documenti sulla prima guerra mondiale, ma ancora non si è giunti ad una unanime visione d’insieme di quella che fu la Grande Guerra. Il noto Luciano Canfora, docente di filologia greca e latina presso l’università degli studi di Bari, si è cimentato nella non facile impresa di divulgare anche ai non addetti ai lavori le tesi di insigni storici che come lui hanno analizzato e studiato l’evento che ha prodotto una cesura così netta non solo nella storia, ma nella politica, nella società e nella mentalità dell’intera Europa. In “1914”, Canfora ha cercato di riportare in modo efficace e dettagliato le posizioni che gli storici hanno avuto nei confronti della Grande Guerra.
Canfora principia il testo affermando che pur volendo dedicare l’opera all’analisi di un singolo anno , il 1914 appunto, questo risulta alfine impossibile giacché la storia è una concatenazione di eventi interconnessi, e perciò Canfora parla di “guerra civile europea”, cioè di “un lungo processo che è marcato da interruzioni, ma che non va perso di vista come unico processo”1. Per Canfora infatti l’anno 1914 è cruciale per la storia europea non solo perché in quell’anno scoppia la prima guerra mondiale, ma perché questa guerra è la premessa del conflitto più terribile della storia dell’umanità, che si apre nel 1939 e si protrae per sei lunghissimi anni lasciando l’Europa in ginocchio.
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