Democrazia e totalitarismi

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La guerra civile in Russia fra il 1918 e il 1921 portò epidemie e carestie che fecero molti morti., per cercare di migliorare le cose il governo guidato da Lenin fece dei provvedimenti , come la requisizione integrale dei prodotti agricoli, la limitazione (3 pagine formato doc)

DEMOCRAZIE E TOTALITARISMI DEMOCRAZIE E TOTALITARISMI L'UNIONE SOVIETICA DA LENINI A STALIN La guerra civile in Russia fra il 1918 e il 1921 portò epidemie e carestie che fecero molti morti., per cercare di migliorare le cose il governo guidato da Lenin fece dei provvedimenti , come la requisizione integrale dei prodotti agricoli, la limitazione del commercio privato e la nazionalizzazione delle industrie. Questa politica prese il none di comunismo di guerra, pesò sui contadini, perché costretti a cedere allo stato tutti i prodotti del proprio lavoro. Terminata la guerra civile si doveva allentare questo duro regime e quindi a partire dal 1921 Lenin adottò una Nuova politica economica (Nep) che aveva come obiettivo quello di restituire spazio all'iniziativa privata. Questa politica concedeva ai contadini la libertà di vendere una parte dei loro prodotti e consentiva che le piccole aziende tornassero private. La nuova politica economica diede risultati positivi, rese facile una ripresa della produzione agricola, e una crescita del reddito nazionale, ebbe però l'effetto di creare disuguaglianze all'interno della società. Lenin cercò di organizzare al meglio tutti i movimenti operai e nel 1919 il Partito bolscevico diede vita alla Terza internazionale. Nel 1922 l'impero zarista venne trasformato nell'Unione delle reppubliche socialiste sovietiche (URSS) una federazione di stati controllati dal Partito comunista e dal governo di Mosca. Nel 1924 Lenin morì e i suoi più stretti collaboratori Stalin e Trotzkij che erano esponenti del Partito bolscevico furono i principali protagonisti della lotta per il potere. Secondo Trotzkij la rivoluzione socialista doveva estendersi a tutto il mondo: la Russia avrebbe dovuto porsi alla guida di un grande movimento rivoluzionario internazionale . Stalin al contrario riteneva che il compito principale del partito fosse quello di consolidare lo stato russo, egli sosteneva che la vittoria del socialismo fosse possibile in un paese solo. Dopo qualche anno Stalin riuscì a far prevalere la sua posizione, e nel 1927 rimase padrone incontrastato del paese: in poco tempo egli avrebbe instaurato una durissima dittatura personale, steminando tutti i suoi oppositori. LA POLITICA ECONOMICA DI STALIN Con la Nuova politica economica nel corso degli anni venti i contadini proprietari i kulaki avevano tenuto in vita un'economia di mercato all'interno dell'Unione Sovietica arricchendosi con la vendita dei prodotti agricoli. L'arricchimento dei contadini e le disuguaglianze sociali non erano gradite a Stalin, lui voleva realizzare una società ispirata al comunismo e togliere ogni traccia di economia capitalista. Stalin decise quindi di togliere la terra a questi contadini e di collettivizzarla, massacrando o deportando i contadini proprietari con le loro famiglie. Milioni di persone furono portate nei campi di concentramento in Siberia fra il 1928 e il 1932 al posto dei fondi privati ci furono i kolchoz , aziende agricole dove alcuni