L’eredità bifronte della prima guerra mondiale: le nuove armi

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Una semplice ma efficace relazione su alcune nuove armi utilizzate nella prima guerra mondiale (2 pagine formato doc)

Quasi un secolo è ormai trascorso dagli avvenimenti della prima guerra mondiale L'eredità bifronte della prima guerra mondiale Quasi un secolo è ormai trascorso dagli avvenimenti della prima guerra mondiale. Soltanto pochi dei nostri nonni riuscirono a vedere e quelle immagini oggi rappresentano per loro lo sfondo nero della loro fanciullezza. Per tutti gli altri, genitori e noi giovani, la guerra non significa esperienza vissuta, ma il passato, la storia, nel senso proprio e usuale del termine. Gli Stati Maggiori dovettero affrontare un compito assai arduo. L'arte militare, ben poco rinnovata dal tempo di Napoleone fu improvvisamente rivoluzionata dalla potenza della tecnica che creò una situazione affatto nuova e mise in risalto i seguenti aspetti principali: Il potenziamento smisurato dell'armamento difensivo e offensivo, sia leggero sia pesante; Lo sviluppo della motorizzazione del retrofronte; La creazione di mezzi meccanizzati e corazzati per lo sfondamento dei fronti continui; L'offesa mediante aggressivi chimici; L'espansione e la diversificazione dei ruoli dell'aviazione; Lo sviluppo delle comunicazioni istantanee La rivelazione della potenza strategica del sottomarino e l'eclisse della grande nave da battaglia. Si giunse alla rigida creazione, sempre più perfetta di anno in anno, di un sistema di postazioni profondamente articolate: trincee e capisaldi, reticolati e ripari, difesi con bombe a mano, granate, mitragliatrici, bombarde e da una gigantesca artiglieria dotata di portata e calibro sempre maggiori. Si allestì inoltre una grande flotta aerea per l'osservazione dell'avversario e per i bombardamenti. Tutto questo mise in crisi fin dal 1915 le concezioni tattiche predominanti. Si ebbe uno sviluppo enorme dell'artiglieria, si arrivo a produrre circa 100000 carri armati, più di un milione di mitragliatrici e oltre 20 milioni di fucili e moschetti. Un rilevante sviluppo ebbe anche l'industria automobilistica grazie alla richiesta di mezzi di trasporto delle truppe, ma ancor di più la richiesta di autoblinde e carri armati. Il carro armato perfezionato soprattutto da Ernest D. Swinton, ebbe invece maggiore importanza nell'ultimo anno della guerra; ma riuscì a superare la fase dei primi esperimenti soltanto perché Winston Churchill mise a disposizione per l'ulteriore sviluppo di questa “nave terrestre” le risorse della marina. Il Gran Quartier Generale si accontentò di ordinare nel gennaio del 1916 quaranta di queste macchine. Il segreto, trapelato troppo presto nella battaglia della Somme, avrebbe potuto avere serie conseguenze, mettendo anzi tempo sull'avviso l'avversario tedesco. Ma soltanto il sensazionale successo della battaglia dei carri armati combattuta a Cambrai (novembre 1917) ebbe ragione dello scetticismo di alcuni sovrani. L'Intesa ebbe fortuna: il terzo Alto Comando tedesco era quanto esse restìo alle innovazioni tecniche. Del resto lo scarso potenziale bellico tedesco non avrebbe consentito di costruire le n