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Lisia: fonte preziosa di notizie: Breve presentazione dell'autore inquadranto soprattutto nel contesto politico e sociale in cui vive. (3 pagine formato doc)

VOTO: 6 Appunto inviato da

LISIA LISIA L'orazione “Contro Eratostene,che era uno dei Trenta” rappresenta per noi una fonte preziosa di notizie. Dopo un'attenta lettura, traccia un quadro degli avvenimenti in cui sono coinvolti Lisia e i componenti della sua famiglia, descrivendone separatamente le vicende. È stato definito come il più grande oratore attico del V secolo a.C., ma lo è diventato per costrizione e non per scelta. Così si presenta la figura di quest'uomo che fin dalla nascita ha dovuto subire l'ingiustizia di essere un diverso, un “meteco”, uno che si trovava ad abitare una terra che non era la propria e per questo, secondo la costituzione di Atene, sua città adottiva, non poteva godere dei diritti politici. Ma in alcuni momenti della sua vita anche fu privato anche dei diritti civili. Infatti, durante la democrazia di Pericle, la sua esistenza fu tranquilla, agiata. Poté compiere degli studi, che lo portavano ad essere ritenuto degno di considerazione anche da parte dei personaggi più ragguardevoli del tempo. E non è un caso che Socrate e Platone fossero suoi amici. Dopo la morte del padre però la sua condizione di vita cambiò inevitabilmente. Con il fratello Polemarco decise di andare a vivere in Magna Grecia e, precisamente, nella colonia di Turii. Anche qui, tuttavia, per questioni politiche (gli abitanti del posto non vedevano di buon occhio i filoateniesi) dovette andar via e ne approfittò per tornare ad Atene. La situazione politica in quella città, però, era totalmente cambiata. Al governo democratico di Pericle si era sostituito quello semi-oligarchico dei trenta tiranni, che non facevano altro che seminare terrore negli animi degli spiriti liberi dei cittadini ateniesi. Ma non finisce qui. Il desiderio di ricchezza e la bramosia di potere avevano reso ciechi i nuovi governanti della città, tanto che costoro iniziarono una persecuzione contro i meteci. Ufficialmente il motivo fu quello di punire coloro che si lamentavano o erano contrari al nuovo governo, ma la vera causa era il desiderio da parte di questi di impadronirsi delle ingenti ricchezze delle persone in questione. Nelle liste di proscrizione furono inseriti trenta nominativi e tra questi c'erano anche Lisia e suo fratello. Il grande logografo riuscì a salvarsi, anche grazie alla sua astuzia e alle sue ingenti ricchezze che gli permisero di corrompere Pisone, il tiranno che era venuto ad arrestarlo. Gli offrì del denaro, un talento d'argento e questi accettò di collaborare. Fece anche un giuramento nel quale invocava su se stesso e sui componenti della sua famiglia la maledizione degli dei nel caso fosse venuto meno alle sue promesse. Lisia, fidatosi in condizioni così estreme, aprì il cofano nel quale era conservato il denaro e stava per porgergli il dovuto, quando si vide sottrarre dai servi di questo tutto il contenuto del bauletto: neppure il giuramento divino era riuscito ad impaurire il terribile ed empio tiranno. Ma non finirono qui le sue disavventure. Infatti, Continua »

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