Tema sull'illuminismo

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La cultura dei lumi aveva un’essenziale finalità riformistica. Sul piano sociale e politico gli intellettuali illuminati assumevano atteggiamenti differenti, accomunati però dalla critica dell’Antico regime (1 pagine formato doc)

La cultura dei lumi aveva un'essenziale finalità riformistica TRACCIA DI STORIA: ILLUMINISMO La cultura dei lumi aveva un'essenziale finalità riformistica. Sul piano sociale e politico gli intellettuali illuminati assumevano atteggiamenti differenti, accomunati però dalla critica dell'Antico regime. Particolarmente acuta era la polemica anticlericale che, oltre a denunciare i privilegi ecclesiastici, contestava duramente l'egemonia culturale esercitata dalla Chiesa sull'intera società. Meno univoca, però, era la posizione riguardo l'aristocrazia: sposavano la causa delle riforme ed erano illuministi, in parte perché era diffuso il timore che il livellamento sociale potesse favorire l'insurrezione dei ceti popolari. In genere l'Illuminismo francese fece riferimento alla situazione politica d'oltremanica come a un modello valido e universalmente applicabile.


I filosofi illuministi sposavano in particolare alcuni principi fondamentali: il riconoscimento della sovranità originaria della nazione; la presenza di una carta costituzionale per sancire inalienabili diritti individuali quali la libertà e la proprietà privata; una forma di governo e una prassi di esercizio del potere vincolante al rispetto dei diritti costituzionali; la separazione dei poteri allo scopo di preservare il governo dai rischi di dispotismo; la presenza di una camera elettiva, espressione della rappresentanza popolare. Il modello parlamentare inglese, prevedeva una camera elettiva ma anche una camera di nomina regia che rappresentava l'aristocrazia e i cui membri erano nominati a vita trasmettevano la carica ai propri eredi. Per altro verso, concezione liberale e principio democratico restavano ben distinti. Tutelava l'eguaglianza sul piano dei diritti civili però non si occupava dell'eguaglianza politica.


Charles-Louis de Secondat, barone di Montesquieu pubblicò la sua più significativa opera politica, Lo spirito delle leggi; dottrina della tripartizione dei poteri:legislativo,esecutivo,giudiziario. Questi poteri secondo Montesqueiu dovrebbero essere rappresentati da organismi distinti ciascuno dotato di piena autonomia e capace di esercitare un controllo sugli altri due, allo scopo di evitare la concentrazione dei poteri e quindi gli arbitri del dispotismo. L'opera ebbe grande successo, subì la censura pubblica . Sembra invece che per il filosofo francese la preoccupazione fondamentale fosse quella di ridurre i rischi del dispotismo, tendeva quindi a riproporre con forza il ruolo politico della nobiltà. Voltaire teorizzava insomma una sorta di riformismo dall'alto. Diverso era l'atteggiamento dei democratici , ebbero un ruolo non secondario nel dibattito politico dell'epoca. Spicca senza dubbio la figura di Jean-Jacques Rousseau matura posizioni del tutto originali, a volte in contrasto con quelle più diffuse all'interno del movimento.