Il primo tentativo di classificazione del comportamento e della psicologia del criminale è stato effettuato dal medico e criminologo italiano Cesare Lombroso. Nel 1876 Lombroso pubblicò il libro “L’uomo criminale” in cui fornì comparazione di varie informazioni su aggressori autori di medesimi atti criminali confrontando razza, età, sesso, caratteristiche fisiche, educazione, provincia di residenza. In base a questi studi Lombroso teorizzò che il comportamento criminale poteva essere compreso, dedotto e predetto. L'autore studiò 383 carcerati italiani e alla fine li classificò come: - criminale nato; - malato criminale; - criminaloide. I crimini descritti e analizzati nel presente lavoro non si riferiscono a delitti di criminali qualunque, ma esclusivamente quelli commessi da serial killer, in quanto l'oggetto dell'indagine è specificatamente l'omicidio seriale. L'assassino seriale è colui che uccide tre o più vittime, in luoghi diversi e a diversi intervalli temporali tra un omicidio e l’altro; il soggetto può uccidere contemporaneamente più di una vittima, può ucciderla a caso oppure sceglierla accuratamente. Continua »