"I mutamenti politici, sociali ed economici obbligano al riconoscimento di nuovi diritti" : così scrivevano nel 1890 Warren e Brandeis nell'articolo che, ancora oggi, viene ritenuto il fondamento del " Right of privacy" .
Il diritto alla riservatezza nasceva così nel Common Law , come reazione alle indiscrezioni dell' Evening Gazette di Boston sulle amicizie della signora Warren e sulle nozze della figlia di Warren. La citazione dell'articolo di Warren e di Brandeis è divenuta quasi obbligatoria quando si parla di privacy e, in particolare, di legge sulla protezione dei dati personali.
Invece, meno noto è che, cinque anni prima dei due nordamericani, Rudolf Jhering aveva dimostrato che i diritti privati soggettivi possono tutelare interessi non economici. L'occasione gli era stata offerta da una nuova tecnologia del suo tempo: la fotografia.
Nel suo articolo Jhering sosteneva il diritto di una persona di opporsi al fatto che il proprio ritratto fosse esposto in vetrina dal fotografo o da lui venduto senza autorizzazione.
Jhering non parlava ancora di diritti della personalità, ma il suo articolo introduceva questo tema nella letteratura giuridica europea.
Da allora è passato più di un secolo. Il diritto e la tecnologia hanno percorso molta strada e l'informatica ha trasformato il mondo della meccanica e della chimica , scienze di punta nel XIX secolo, nel mondo dell'elettronica e dell'informazione. I diritti della personalità, che già da tempo potevano correre rischi per colpa delle rotative o di un'emulsione fotosensibile, sono esposti a ben maggiori pericoli in una società dove l'informatica, la telematica e la multimedialità hanno cancellato il tempo e lo spazio nello scambio di informazioni. Ciò anche all'insaputa o contro la volontà dell'interessato.
Continua »