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Tesi di diritto del lavoro: disciplina degli atti discriminatori; La discriminazione per adesioni ad organismi (32 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastellastella Appunto inviato da nycole

L’articolo 15 dello Statuto dei lavoratori (legge 20 Maggio 1970 n. 300), come modificato dall’articolo 13 della legge 9 Dicembre 1977 n. 903 e dall’ articolo 4 dei decreti legislativi n. 215 e 216 del 2003, stabilisce: “E’ nullo qualsiasi patto o atto diretto a: a) subordinare l’occupazione di un lavoratore alla condizione che aderisca o non aderisca ad una associazione sindacale ovvero cessi di farne parte; b) licenziare un lavoratore, discriminarlo nell’assegnazione di qualifiche o mansioni, nei trasferimenti, nei provvedimenti disciplinari, o recargli altrimenti pregiudizio a causa della sua affiliazione o attività sindacale ovvero della sua partecipazione ad uno sciopero. Le disposizione di cui al comma precedente si applicano altresì ai patti o atti diretti a fini di discriminazione politica, religiosa, razziale, di lingua o di sesso, di handicap, di età o basata sull’orientamento sessuale o sulle convinzioni personali.” La disciplina in materia di atti discriminatori è integrata dal decreto legislativo 9 Luglio 2003 n. 216, emanato in attuazione della direttiva comunitaria n. 78 del 2000, che all’articolo 2 sancisce: “Per principio di parità di trattamento si intende l’assenza di qualsiasi discriminazione diretta o indiretta a causa della religione, delle convinzioni personali, degli handicap, dell’età o dell’orientamento sessuale.” Continua »

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