INTRODUZIONE
"Dove ha luogo la domanda per il diritto alla filosofia? Dove essa deve aver luogo? [...] L'UNESCO sarebbe il luogo privilegiato, forse in fondo il solo luogo possibile per esporre veramente la questione. Una questione la cui autorità porta impressa, quasi nella sua stessa forma, il sigillo di questa istituzione, da cui le deriva teoricamente sia la risposta che la responsabilità"
J. Derrida
Scopo della tesi è studiare la comunicazione pubblica culturale svolta dall'UNESCO in relazione alla World Heritage Convention , un progetto di portata internazionale per la salvaguardia di alcune opere architettoniche e monumentali che sono considerate patrimonio dell'umanità. Si tratta di un progetto che nasce da una convenzione del 1972 e la cui applicazione offre interessanti spunti per compiere alcune riflessioni circa il ruolo contemporaneo della cultura - in particolare della sua "messa in discorso" - in relazione al contesto politico e sociale che lo sviluppo della globalizzazione e la fine della Guerra Fredda hanno concorso a delineare.
La scelta dell'argomento è dovuta all'interesse per i fenomeni di comunicazione del settore no-profit , sia istituzionale che privato, in quanto ambito che permette l'utilizzo delle competenze acquisite in questo corso di studi a favore di attività "socialmente utili". Inoltre, lo studio delle relazioni internazionali ha stimolato la curiosità per quei casi in cui questo tipo di comunicazione viene utilizzato verso ambiti e verso pubblici che si estendono oltre la comunità nazionale. Se la funzione della comunicazione pubblica in un contesto nazionale consiste essenzialmente nello spiegare i cambiamenti sociali in corso e nel costruire meccanismi di integrazione, allora sorge spontaneo domandarsi se esistono in ambito internazionale strutture che svolgono compiti analoghi e quali sono gli strumenti e i discorsi utilizzati a questo scopo.
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