Premessa
Nella danza e nel cinematografo l'opera consiste integralmente nelle figure in movimento, quali risultano dallo spettacolo vero e proprio.
- Luigi Pareyson
"Peripezie del corpo e della mente", è questo l'ingrediente segreto che secondo Eugenio Barba e l'antropologia teatrale crea il ‘corpo in vita' dell'attore-danzatore. Diverso dal corpo che semplicemente vive, il corpo in vita è una presenza scenica il cui comportamento e flusso di energie è ‘dilatato' rispetto al nostro comportamento quotidiano. Così anche nell'incomprensione del significato della performance e del livello della sua esecuzione, l'attore-danzatore seduce, sorprende ed euforizza per ‘empatia muscolare' o se si preferisce, per ‘contagio cinestesico', catalizzando l'attenzione.
Peripezie dell'attore-danzatore, ma anche del regista-coreografo, che nel costruire la messa in scena intreccia una storia fatta di salti, divagazioni, imprevedibilità che rendono interessante lo spettacolo in ogni suo momento. È quindi il ‘modo' dell'azione del danzatore e della coreografia l'elemento primario che fonda l'interesse di uno spettacolo, il suo potere d'attrazione, la sua efficacia in termini di fruizione, aldilà del senso veicolato.
Il cinema è narrazione e rappresentazione o ancora narrazione e ritmo. Se il racconto costruisce il senso dell'immagine, la magia e il fascino seduttivo si realizzano nella rappresentazione, nella costruzione della singola inquadratura e della sequenza d'immagini, in quello che Ejzenštejn definiva il ‘montaggio delle attrazioni'.
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