La scoperta, risalente al 1971, di un cranio umano, denominato poi “uomo di Tautavel”, rinvenuto nel comune di Talteüll, in Catalogna del Nord, rende manifesta la presenza umana nel territorio da almeno 450.000 anni. Le prime comunità identificate sono inizialmente quelle dei liguri, poi degli iberici ed infine dei celti, la cui unione, avvenuta nel 118 a.C., precede l’arrivo dei romani. Questi ultimi costituiscono la prima popolazione a stabilire un principio di coesione, tale da causare lo spostamento umano verso la pianura, specialmente nel sito di Ruscino (Rossiglione), antenato pre-urbano dell’attuale capitale Perpignan, situato ad est di questa, a qualche chilometro dal mare. Questo periodo vede la nascita di altri centri abitati e strutturati, i quali hanno poi dato il via ai moderni Elne (Illiberis) e Collioure (Cotllioure). Il lento declino della civiltà romana, iniziato nel I secolo dopo Cristo, precede la conquista da parte dei Visigoti, avvenuta nel V secolo. Questi, opposti ai Franchi, riescono a dominare una zona che parte dal basso Rodano e arriva sino a Toledo, oggi situata in Castiglia. L’attuale Catalogna del Nord è allora integrata alla regione visigota Septimanie, nella quale il mare, via di comunicazione principale, permette le relazioni tra popoli: scambi con Fenici, Etruschi e Greci sono frequenti. Nell’anno 711, un avvenimento mette fine a questo periodo ovvero l’arrivo degli arabi, la cui ritirata avviene nel 752 a sud dei Pirenei. La Septimanie crolla rapidamente e il suo territorio finisce sotto lo scettro del re dei franchi, Pipino il Breve, nel 759. In questo contesto, frutto di conquiste e incontri, l’insieme catalano è pronto a rivelarsi, appena si profili una prima iniziativa organizzata in un’Europa in costruzione. Territori e popoli stabili portano, a partire dal X secolo, alla creazione dello stato catalano. Nell’anno 778, Carlo Magno, futuro imperatore d’occidente e figlio del re dei franchi Pipino il Breve, instaura la dinastia dei Carolingi, che Continua »