Uno studio approfondito sulla tematica dell'aggettivazione permette di rilevare le innumerevoli sfaccettature contenute in un testo letterario, considerarne i punti di vista, distinguere personaggi e narratore, operare una caratterizzazione effettiva ed efficace sulle strutture portanti e sulla scena, sui protagonisti e le comparse di tale scena.
Il lavoro che segue sfrutta queste tematiche generali come binari primari a cui si agganciano percorsi subordinati, ma che portano alla medesima destinazione.
L' aggettivo sembra destinato ad essere elemento fondante per la caratterizzazione su tutti i fronti del romanzo in questione. L'aggettivazione si presenta come una ben congegnata ramificazione, distinguendo strati definiti e singolarmente indipendenti che, però, entrando a far parte della totalità dell'opera, diventano funzionali l'uno all'altro, pur conservando la propria specificità.
Il primo livello è quello della comprensione generale del contesto , nell'ambito della quale, facendola risultare un effetto immediato e permettendole di essere un solido punto di partenza di tutta la suddivisione successiva, l'attributo assurge alla funzione di semplice chiarimento.
Nel secondo livello di denotazione-connotazione , l'aggettivo fornisce il centro focale e i contorni, rispondendo alla caratteristica di essere portatore di valori attributivi e al contempo di arrivare al centro di questi valori ed esaltarne le particolarità.
Attraverso la dialettica denotativa-connotativa prende forma il rapporto lettore-autore, che si snoda sulle trame fissate dall'autore, di cui il lettore, dopo aver superato e fatta propria la fase di comprensione del testo, si serve per arrivare ai significanti voluti dall'autore stesso.
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