Portare alle labbra una tazza di caffè fumante è un gesto comune in buona parte del mondo, ma pochi sanno che, nato nella regione meridionale dell'Etiopia, il chicco di caffè ha compiuto un lungo viaggio e ha impiegato parecchi secoli per fare il giro del mondo e conquistarlo.
Il mio parere è che il caffè sia una bevanda in grado di accompagnare tutte le fasi della giornata. Sa farsi amare e divenire irrinunciabile dai più. È in grado di risvegliare i sensi, anche nei momenti più duri. Suscita piacere al corpo e all'anima, facendosi perfino odiare, proibire, disprezzare nel passato poiché ritenuto sinonimo degli inferi e della lussuria. È stato amato però, dal popolo del Mondo, che lo ha definito "nero come la notte, forte come la morte e dolce come l'amore". È stato glorificato dagli artisti, che lo consumavano a volontà per elaborare le loro opere. È tutt'ora la seconda bevanda più consumata al mondo, dopo l'acqua, e il secondo prodotto commercializzato, dopo il petrolio. È la nostra melodia quotidiana. È un rito che ebbe inizio nel passato, e che avrà sempre futuro.
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