Con Eugène Viollet-le-Duc , attorno agli anni Trenta dell'Ottocento, cominciò ad affermarsi una nuova concezione del restauro , il cosiddetto "in stile". Sui monumenti architettonici si doveva intervenire in modo mimetico: il nuovo, sia che si trattasse di sostituzioni di parti, sia che riguardasse una parziale ricostruzione, non si doveva distinguere dall'esistente.
Ovvero, il progettista dell'intervento di restauro deve avere in mente un modello ideale, mai realizzato, che però riassuma in sé tutti i caratteri che per un certo tipo di edificio vadano bene.
Questo concetto di restauro, anche se ripresa dall'immagine tradizionale dell'architettura gotica, dette luogo ad interventi che oggi ci appaiono molto discutibili e talvolta anche fuori dalla normalità. Ciò anche se erano sorretti da una straordinaria conoscenza delle tecniche e dei procedimenti costruttivi medioevali da parte di Viollet-le-Duc e di coloro che a lui si ispiravano.
Questo reintrodusse, nella storia dell'arte occidentale, le forme dell' architettura gotica.
Il Neogotico si affermò principalmente in Europa, sviluppandosi in contemporanea ad altre correnti, come il Neoclassicismo.
Il Neogotico è l'espressione diretta della cultura romantica che si diffuse in Europa a partire dalla fine del Settecento in contrapposizione all'Illuminismo; in antitesi alla ragione e all'esaltazione, indusse i romantici al rifiuto delle regole e dei modelli classici. Dapprima il Neogotico si sviluppò in letteratura, poi si affermò anche in arte ed in architettura.
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Storia dell'architettura: Walter Gr... guarda il video »