Il termine EUTANASIA viene ripreso e introdotto nel linguaggio medico dal filosofo inglese Francesco Bacone, agli inizi del secolo XVII. Bacone scrive in un passo. Il termine eutanasia è formato da due parole greche eu= "buona e thanathos = "morte", perciò il suo significato è quello di "buona morte". Il termine è stato usato, in questo senso, per la prima volta dallo scrittore latino Svetonio, per indicare il tipo di morte che Cesare Augusto soleva augurare a sé. Dal momento che tutti dobbiamo morire, ognuno di noi augura a sé una "buona" morte piuttosto che una "cattiva" morte. La morte è buona quando sopravviene in modo "calmo e dolce", senza dolore e sofferenza (Demetrio Neri ). Secondo Rosangela Barcaro il termine "eutanasia" assume diversi significati, in riferimento ai diversi contesti storici. Il dibattito contemporaneo sul tema del suicidio ("mors volontaria"), e del'eutanasia (morte dolce e serena), tende a congiungere le due pratiche. Il suicidio è visto come una forma di eutanasia, nei casi in cui la persona agisce consapevolmente per togliersi la vita, tale realtà prende il nome di "euthanatic suicide". Il suicidio eutanasico, però va distinto da quello praticato per sottrarsi da una situazione di disagio sociale. Eutanasia attiva volontaria, suicidio medicalmente assistito e suicidio eutanasico, si differenziano tra loro per il modo in cui si ottiene la morte. Infatti, mentre nel suicidio eutanasico la persona sceglie i mezzi e si priva da sé della vita, negli altri casi compare la figura del medico, che nei casi di suicidio medicalmente assistito, da consigli e farmaci al paziente, e nei casi di eutanasia attiva volontaria, pratica 'iniezione letale richiesta dal paziente. Continua »
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