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Il nucleo; Mitosi, Meiosi, I cromosomi, Il DNA e il codice genetico, I geni: natura, trascrizione e traduzione, L’RNA, Le leggi di Mendel, Geni associati (linked genes) (18 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastellastella Appunto inviato da sweetady

Introduzione
A partire dal 17° secolo, vennero trovate dimostrazioni sperimentali al fatto che la vita genera vita (omne vivum ex vivo), e non che la vita è generata per generazione spontanea della materia organica. Ad esempio: F. Redi: le larve delle mosche nascono da uova deposte da altre mosche, e non dalla carne in decomposizione. L.Spallanzani: dimostrò che gli infusori, come il paramecio, non nascono dagli infusi di fieno, ma da unicellulari in quiescenza, riattivati dall'acqua. E infine L. Pasteur: provò che neppure i batteri nascono per generazione spontanea, bensì da batteri preesistenti.

Per gli individui unicellulari, la continuità è data semplicemente dalla ripartizione del materiale genetico, nei pluricellulari (che si riproducono sessualmente), la continuità è data dalle cellule sessuali (i gameti). All'epoca c'erano due teorie contrastanti sulla trasmissione dell'ereditarietà, cioè quella preformista (organismo preformato in uno dei gameti, ad es. nello spermatozoo Þ homunculus) e quella dell'epigenesi (ricostituzione a partire da elementi amorfi, per generazione spontanea). Oggi sappiamo che la formazione dell'organismo avviene gradualmente, sotto il controllo dei geni, detti anche determinanti ereditari. Schleiden e Schwann nel 1838 enunciarono la teoria cellulare, secondo la quale tutti gli organismi sono formati da cellule e da sostanze da esse prodotte. Ne deriva l'assunto di Wirchow, secondo cui ogni cellula deriva unicamente da un'altra cellula. Quindi nel riprodursi le cellule mantengono la propria continuità genetica, che garantisce l'eredità biologica e la relativa costanza della specie.

Citologia Membrana cellulare: doppio strato di fosfolipidi (struttura a mosaico fluido) con proteine (Karier Þ trasporto attivo, recettori, glicoproteine Þ riconoscimento). Regola gli scambi (permeabilità selettiva).

Citoplasma: denso, contiene molti enzimi Þ avvengono molte reazioni, contiene tutti gli organelli.

Mitocondri: forma a bastoncello, doppia membrana, quella interna Þ creste (> sup. rel.)i, ribosomi e un filamento di DNA (teoria Margulis). Vi avvengono le reazioni che producono energia.

Reticolo endoplasmatico: doppio strato di fosfolipidi, compartimenta la cellula Þ serie di divisioni (cisterne), dove si concentrano gli enzimi necessari alla stessa reazione per aumentare al massimo la velocità. Liscio Þ grassi e lipidi, ruvido Þ proteine.

Apparato del Golgi: doppio strato di fosfolipidi, pila di vescicolette contenenti enzimi tramite i quali avviene la maturazione Þ riorganizza e immagazzina le sostanze di riserva prodotte dal reticolo.

Lisosomi: vescicoletta contenente tutti gli enzimi idrolitici avvolta da un doppio strato di fosfolipidi. Prodotti dal Golgi. Degrada macromolecole portate nella cellula per endocitosi.

Ribosomi: legati al reticolo o liberi nel citoplasma, 2 subunità (r-RNA + proteine). Fondamentali nella biosintesi proteica.

Centrioli: 9 triplette di microtubuli di natura proteica, equa ripartizione dei cromosomi (M! e R!)

Citoscheletro: microtubuli di natura proteica, dà robustezza e determina il movimento.

La cellula vegetale ha tutto questo (tranne i centrioli), ma ha in più la parete cellulare, i vacuoli e i plastidi.

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