I rischi che possono essere introdotti nell'alimento attraverso l'ingegneria genetica sono molteplici: allergeni, tossine e ridotta qualità nutrizionale. I metodi correnti di ricombinazione del DNA sono tutti in grado di introdurre dei cambiamenti non voluti nella funzione e nella struttura dell'organismo che produce l'alimento. l'ingegneria genetica introduce nuovi geni, nuove informazioni genetiche nelle cellule dell'organismo che produce alimenti. Dato che un gene è il progetto per una proteina, quella nuova informazione genetica induce l'organismo a produrre una o più proteine. L'alimento prodotto dall'organismo progettato geneticamente conterrà queste nuove proteine. Inserire un gene ricombinato nel DNA di un organismo produttore di alimento disturba la sequenza naturale dell'informazione genetica all'interno del DNA. Così tale processo crea delle mutazioni casuali all'organismo, che gli ingegneri non possono prevedere. Un problema è che un gene progettato possa venir inserito nel DNA molto vicino ad un gene importante dell'organismo, alterando in questo modo l'espressione di questo gene. Ad esempio, potrebbe spingere l'organismo produttore a produrre dieci volte di più o dieci volte di meno di una determinata proteina. Questa può causare moltissimi problemi. Una proteina che non è tossica o allergenica a livelli normali, potrebbe diventare tossica a livelli dieci volte superiori. I sostenitori delle biotecnologie sostengono che il rischio associato con gli alimenti transgenici è molto piccolo. Comunque, non vi è evidenza scientifica che sia così. Dato che gli alimenti manipolati che contengono allergeni manterrebbero in molti casi l'aspetto dei loro simili non-allergenici naturali, essi comportano un serio rischio per il consumatore. Non saranno più in grado di evitare quegli alimenti perché non sono più in grado di distinguerli da quelli naturali corrispondenti. Continua »