L’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), con sede a Parigi, è un’organizzazione intergovernativa che sostiene i Paesi membri nello sviluppo economico-sociale e nella cura della Pubblica Amministrazione. Al suo interno, emerge il Comitato Public Governance che è la struttura che si occupa delle politiche per la modernizzazione della Pubblica Amministrazione. L’OCSE ha intrapreso un’analisi in riferimento a quest’ultimo aspetto, conscia della grande stagione di riforme del settore che ha investito sostanzialmente tutti i trenta Paesi membri. Ha rilevato che le ragioni che hanno generato tale processo di modernizzazione sono molteplici: necessità di ridurre il deficit del bilancio pubblico, forte esigenza di recuperare la fiducia del cittadino, progressivo invecchiamento demografico, mutamento dei sistemi elettorali e in particolare, a livello locale, l’elezione diretta del sindaco, cambiamento della visione politica, formazione degli opposti processi di globalizzazione e regionalizzazione e avvento delle nuove tecnologie. I Governi dei vari Stati, pressati da tali esigenze, hanno dato il via alle riforme: in Italia i primi impulsi si registrano alla fine degli anni ’80, prima della grave crisi finanziaria e degli scandali sulla corruzione degli anni ’90. Successivamente l’OCSE passa all’individuazione delle comuni aree d’intervento: innanzitutto si registra un significante lavoro sulle strutture, che si concreta nella modifica del numero e della composizione dei Ministeri. Si osservano poi la creazione di agenzie e un continuo processo di decentramento, dovuti alla sussidiarietà che affida compiti sempre maggiori agli enti territoriali. Emergono inoltre processi di privatizzazione ed esternalizzazione, semplificazioni e trasformazioni delle regolazioni, miglioramento della gestione delle risorse umane e dei sistemi di controllo e una maggiore attenzione al performance management. Infine aumenta la trasparenza nei rapporti con i cittadini, in particolare con riferimento al sistema di contabilità pubblica e bilancio statale. È da registrare che, sino ad oggi, in Italia lo strumento privilegiato per dare attuazione a tali cambiamenti è stato quello normativo. L’OCSE procede in seguito individuando i meriti di queste riforme. Innanzitutto hanno posto mano alle modifiche necessarie a fronte di una riduzione della spesa pubblica, hanno favorito un certo recupero della fiducia del cittadino, hanno portato all’inserimento della riforma delle p.a. nelle agende politiche e hanno consentito l’apertura verso esperienze maturate in altri contesti, ad esempio nell’Unione Europea. Ovviamente questa stagione è stata caratterizzata anche da una serie di limiti. Il primo riguarda l’approccio alle riforme (in particolare in Inghilterra e nei Paesi scandinavi), che ha privilegiato l’inserimento degli strumenti per la gestione pubblica e l’utilizzo di un contatto con il cittadino di carattere managerialista, senza tener conto dell’as Continua »