Impianto Di Imbottigliamento - Tesina di Elettrotecnica-elettronica-storia gratis Studenti.it
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Impianto di imbottigliamento: Automazione di un impianto per il processo di imbottigliamento. Riempitrice isobarometrica, Il tappatore, Parti della riempitrice, Sensori e mezzi di rilevamento grandezze... (18 pagine formato doc)

VOTO: 8 Appunto inviato da christi1987

Automazione di un impianto Automazione di un impianto per il processo di imbottigliamento 1 Storia dell'imbottigliamento L'imbottigliamento è stata un'operazione manuale o semi manuale fino alla prima decade del nostro secolo, quando ebbe inizio la fabbricazione completamente automatizzata delle bottiglie di vetro o, in altre parole, dopo che Michael Owens costruì la sua famosa macchina imbottigliatrice. Subito dopo vennero inventate le prime macchine per il lavaggio ed il riempimento delle bottiglie .Sino dall'inizio del XX secolo, le linee di imbottigliamento si sono andate sviluppando ad un ritmo superiore a quanto si possa immaginare. Lavaggio risciacquo, asciugatura, riempimento, chiusura ed etichettatura di più di sedici bottiglie al secondo, quasi senza nessun ricorso al lavoro fisico costituiscono un processo che non era mai stato sognato 80 anni prima. Per quanto riguarda invece le acque minerali in bottiglia esse sono note solo da 300 anni. Nel 1865 Boyle pubblicò le prime proposte di produzione di acque minerali gassate, ed attorno al 1700 Dom Perignon inventò lo champagne. Naturalmente la distribuzione di acque minerali, divenne possibile solo quando si ebbe la disponibilità di bottiglie abbastanza resistenti e di chiusure ermetiche. Il tappo a corona fu inventato nella prima decade del XIX secolo; prima di tale data la chiusura ermetica della bottiglia era un vero problema. Una delle soluzioni era quella di utilizzare una bottiglia che non sarebbe mai stata usata in posizione verticale. Gli sforzi esercitati al fine di raggiungere velocità di imbottigliamento sempre più alte sono più facili da capire se si considera che la produzione globale di birra è dell'ordine degli 80 miliardi di litri, quello delle altre bevande gassate (escludendo vini e spumanti) è di circa 88 miliardi di litri. Dagli inizi della distribuzione a larga scala della birra, la bottiglia è stata del tipo “a rendere”; lo stesso si è osservato in molti Paesi per le bevande analcoliche, da quando ha avuto inizio la loro distribuzione. Alcuni governi hanno dato contributi ai sistemi “bottiglia a rendere” mediante una tassazione speciale delle bottiglie “non a rendere” oppure attraverso la proibizione totale dell'universo di bottiglie a perdere. Logicamente si può pensare che il sistema “a rendere” abbia contribuito alla standardizzazione della forma e del volume delle bottiglie. In effetti, sono stati realizzati diversi standard, il cui numero è superato di molte volte dalle forme e volumi delle bottiglie che si trovano sul mercato. Le maggiori società che dominano con il franchaising l'industria delle bevande analcoliche hanno ciascuna il proprio tipo di bottiglia, che varia nell'aspetto e nella dimensione. Ovviamente non tutto l'attuale gigantesco volume di circa 170 miliardi di litri di bevande gassate è imbottigliato in vetro, del tipo a rendere o non a rendere. In questo ambito da una cinquantina d'anni, ha fatto l Continua »

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