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Il Novecento: Elaborato multidisciplinare per l'esame di stato, che spazia in molte materie: italiano (montale), storia (giolitti), elettronica (le antenne), sistemi (i trasduttori), ed. fisica (il doping), matematica (i limiti), inglese (the computer) (15 pagine formato doc)

VOTO: 5 Appunto inviato da renzocico

Le esperienze politiche, sociali e culturali dei primi anni del 900 ebbero un effetto decisivo sulla poesia. I nuovi poeti, consapevoli della crisi dei valori del mondo moderno, della solitudine dell'uomo, della drammaticità di esperienze stretta tra la disperazione e l'illusione, si affidano alla poesia come all'illusione suprema, capace di riscattare l'uomo dal male di vivere. La poesia, quindi, diventa uno strumento altissimo di conoscenza capace non di descrivere la realtà ma di cogliere l'essenza delle cose e il significato nascosto della vita e del mondo. Testimone preminente della crisi del nostro tempo ed interprete originale della condizione spirituale dell'uomo moderno fu Eugenio Montale.

La poesia secondo Montale è la forma di vita di chi veramente non vive . L'esperienza di questo autore prende avvio da una dolorosa meditazione intima. Questo scrittore sostiene l'inconciliabilità tra la vita e la parola, e l'impossibilità di tradurre le sue sensazioni in parole, la quale costituiscono il "muro" che impedisce di attingere alla vita. È questo il significato della raccolta di liriche OSSI DI SEPPIA. Nel suo modo di scrivere, Montale si rifà alla poetica pascoliana delle PICCOLE COSE e privilegia la concreta determinazione dei fatti. La scelta di Montale è indirizzata agli elementi della realtà comune come ad esempio il paesaggio aspro e assolato della Liguria. Secondo lui gli oggetti, le immagini e le voci della natura sono gli emblemi della condizione umana, soprattutto di quello che lui chiama il male di vivere.

L'esperienza quotidiana da cui parte la poesia può diventare così il mezzo per rispondere ai dubbi esistenziali che sono alla base del male di vivere di ossi di seppia.
L'occasione, poi, puo' rivelarsi come una delusione o come un'imprevista manifestazione dell'essenza metafisica delle cose, di quella realtà, cioè, che sta oltre il visibile e che rappresenta la verità. Il poeta vuole cercare un varco verso l'essenza delle cose e coltiva la speranza del miracolo pessimista, ovvero che la realtà rivela la nullità dell'esistenza. Dal pessimismo esistenziale si passa, via via, ad un pessimismo storico sociale della raccolta "LA BUFERA ED ALTRO" quando la speranza, espressa nella raccolta "LE OCCASIONI" di recuperare una dimensione spirituale da contrapporre alla realtà pratica, è abbattuta dalla bufera della guerra e dal dopoguerra.
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