Non c’è letterato così letto, studiato e interpretato dalla filosofia come Dostoevskij, c’è chi sostiene che abbia anticipato e superato Nietzsche con il tema del nichilismo e dell’oltreuomo, e che, al contrario di Nietzsche, abbia parlato di cosa vi è al di là del bene e del male. E proprio su questo tema Sergio Givone scrive: “La parola di Nietzsche, così fascinosa, così radicale, sembra essere l’ultima e definitiva: oltrepassante l’etica e perciò tale da chiudere il discorso sulla dimensione essenzialmente morale dell’esistenza. Ma già prima di Nietzsche, Dostoevskij aveva fatto vedere come la pretesa di oltrepassare l’etica (e quindi oltrepassare l’uomo) non faccia che riprecipitare l’uomo nel suo luogo più proprio, dove ne va di lui perché il bene e il male sono il suo destino. Dostoevskij conosce la forza della grande suggestione nietzschiana. L’ha anche fatta sua, convinto com’è che occorra sperimentare «entrambi gli abissi». Sa però che al di là del bene e del male non c’è che il male. Continua »
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