Hamman ( 1730- 1788) è un pensatore di origine prussiana e un critico feroce dell'Aufklarung.
Egli si contrappone ai pensatori illuministi ( in particolare Kant, che era pensatore emblematico con il suo saggio "risposta alla domanda: che cos'è l'illuminismo") per difendere il valore della fede cristiana da essi considerata un residuo di una coscienza mitologica e superstiziosa del tutto superata: tale difesa fu assunta come impegno assoluto di tutta la sua vita, quasi fosse una specie di specie di missione religiosa; egli è stato infatti definito "predicatore di Cristo nel deserto dell'illuminismo".
Secondo Berlin nel libro "il mago del nord" Hamman fu preso da una furia iconoclasta nei confronti dell'illuminismo, diventò un reazionario e finì per cadere nell'oscurantismo.
Autore di aforismi oscuri e misteriosi, privo di un pensiero sistematico, poco incline al confronto e al dialogo e intollerante, ingiurioso e sprezzante nei confronti dei suoi avversari.
"nelle sue opere non c'è mai un vero inzio né una vera conclusione; si parte sempre da uno spunto occasionale...il filo già tenue dell'argomentazione viene continuamente spezzato da sempre nuove digressioni; la sua prosa è rapsodica e sibillina, traboccante di allusioni, di elaborati giochi di parole, il tutto in una lingua che intendeva contrapporre alla lucidità e alla limpidezza degli scrittori illuministi" ( cit. Berlin)
Hamman fa di Kant il suo avversario principale, in un tono di velenosa polemica: egli contrappose alla Critica della ragion pura una Metacritica (1784): fa oggetto di polemica il dualismo kantiano tra sensibilità e intelletto, che devono invece essere interconnessi attraverso il principium coincidentia, e la priorità attribuita dalla filosofia trascendentale del pensiero sul linguaggio: egli ritiene che non si possa attribuire la ricettività e la spontaneità del linguaggio al pensiero.
Kant non rispose a queste critiche probabilmente perché ne rilevò la validità e non seppe risolvere le difficoltà ad esse connesse.
Egli volle presentarsi ai suoi contemporanei come un Profeta, una sentinella, "amava rappresentarsi come un dispensatore di saggezza segreta, un Socrate ironico, un guru, un salvatore delle sfortunate vittime cadute nella grande rete dell'Illuminismo" (cit. Berlin). Fu noto ai suoi contemporanei come un magus des nordens, non perché praticasse arti magiche, ma era una spirito tormentato.
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