Storia della fotografia: tesina

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Storia della fotografia: tesina sulla nascita della fotografia, i suoi inventori e chi ne modernizzò gli strumenti (4 pagine formato doc)

STORIA DELLA FOTOGRAFIA: TESINA

Tesina di arte sulla storia della fotografia. Nascita della Fotografia. La storia della fotografia descrive le vicende che portarono alla realizzazione di uno strumento capace di registrare il mondo circostante grazie all’effetto della luce. La fotografia si concretò agli inizi dell’800 e si sviluppò arrivando a imporsi come mezzo artistico capace di supportare le altre arti visuali.
La fotografia si è affermata come procedimento di raffigurazione del paesaggio, dell’architettura, per ritrarre la nascente borghesia e il popolo. Ebbe inoltre un ruolo fondamentale nello sviluppo del giornalismo e nel reportage e il miglioramento della tecnologia ne contribuì l’estensione anche nella cattura d’immagini dello spazio e del micro mondo.

Le origini della fotografia: tesina


LA NASCITA DELLA FOTOGRAFIA IN ARTE

Invenzione della Fotografia. Joseph Nicephore Niepce s’interessò della recente scoperta della litografia e approfondì gli studi alla ricerca della sostanza che potesse impressionarsi alla luce in maniera esatta mantenendo il risultato nel tempo. Dopo avere sperimentato diverse tecniche Niepce, riuscì ad ottenere, nel 1826, la prima immagine disegnata dalla luce: stendendo uno strato di bitume di Giudea ridotto in polvere e disciolto in essenza di lavanda su una lamina di rame ricoperta d’argento e quindi fatta asciugare; esponendola poi alla luce per qualche ora sul fondo di una camera oscura; immergendo in seguito la lamina in un bagno di lavanda per dissolvere i frammenti che non hanno ricevuto la luce e ottenendo un’immagine in negativo. Per ottenere il positivo occorre un contenitore di cristalli di iodio che formano depositi di ioduro d’argento; eliminando la vernice con l’alcool appare l’immagine fotografica vera e propria che definisce eliografia, la madre della moderna fotografia. L’unico imprevisto è che il risultato del suo lavoro non è fissato e quindi si annerisce progressivamente al contatto con la luce. Il suo impegno successivo si dedicò al miglioramento della nitidezza dell’immagine. Nel 1827 conosce Daguerre e Lemaitre che in seguito diventeranno suoi collaboratori. Nel 1829 fonda con Daguerre un’associazione per il perfezionamento dei materiali fotosensibili. Muore tuttavia prima di vedere riconosciuta l’importanza delle sue ricerche. Daguerre continua da solo le ricerche che lo portano al dagherrotipo, utilizzando una lastra di rame con applicata una sottile foglia di argento lucidato, che posta sopra a vapori di iodio reagiva formando ioduro d’argento. Seguì l’esposizione alla camera oscura, dove la luce rendeva lo ioduro d’argento nuovamente argento in un modo proporzionale alla luce ricevuta. L’immagine non risultava visibile fino all’esposizione ai vapori di mercurio. Un bagno in una forte soluzione di sale comune fissava l’immagine. L’invenzione, resa di pubblico dominio, frutterà all’autore una pensione vitalizia. Henry Fox Talbot è passato alla storia come l’inventore del meccanismo positivo/negativo.

Breve storia della fotografia: riassunto


NASCITA E SVILUPPO DELLA FOTOGRAFIA

Il primo passo di questa ricerca fu rendere sensibile alla luce un comune foglio di carta da scrivere, immergendolo in una soluzione di sale e nitrato d’argento. Fu così che Talbot ottenne il suo primo negativo, posando una foglia sulla carta ed esponendola alla luce per consentire alle parti coperte di scurirsi. Nacque così della sciadografia (shadowgraph). Un’evoluzione dei suoi studi lo portò a determinare il fissaggio dell’immagine: l’immagine stabilizzata si otteneva bloccandone lo sviluppo e rendendola permanente, grazie ad un lavaggio della carta, impressionata con una forte concentrazione di sale. Il 1835 fu quindi l’anno di nascita del primo negativo. Nel 1841 Talbot battezzò il primo processo negativo-positivo con il nome di Calotipia. Il calotipo fu una scoperta pionieristica per la storia della fotografia, in particolare della “fotografia chimica”, come modernamente intesa, poiché consisteva nel processo atto a far ottenere stampe fotografiche da negativo. Il negativo, ottenuto da un foglio di carta imbevuta in ioduro d’argento e poi esposto alla luce e sviluppato, era stampato su carta trattata in modo uguale. Inizialmente il procedimento per ottenere il positivo prevedeva semplicemente che il negativo fosse rifotografato, per ottenere così un’immagine positiva poiché invertita.