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Tesina sull'angoscia esistenziale: Tesina di maturità (3 pagine formato doc)

VOTO: 3 Appunto inviato da martyegiacomo

“Camminavo lungo la strada con due amici- quando il sole tramontò- il cielo si tinse all'improvviso di un rosso sangue- mi fer Angoscia esistenziale “Camminavo lungo la strada con due amici- quando il sole tramontò- il cielo si tinse all'improvviso di un rosso sangue- mi fermai, mi appoggiai stanco morto ad un recinto- sul fiordo nerazzurro e sulla città c'erano sangue e lingue di fuoco- i miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura- sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura”. Con queste parole Edward Munch descrive la sua opera più famosa “IL GRIDO” del 1895 caratterizzato dall'utilizzo di una linea morbida, fluida, simile a quella dell' Art Nouveau, ma che non ha più niente a che fare con il piacere o la decorazione.



Anche se Munch viene considerato un individualista, è posto comunque alle radici dell'espressionismo; questo movimento riflette la situazione sociale nel periodo della prima Guerra Mondiale e gli artisti usano colori e forme per esprimere paure, angoscia, sensazioni dolorose che l'uomo prova durante la sua vita. Munch dipinge utilizzando il linguaggio espressionista: i colori hanno un significato simbolico, sono usati puri, contrapposti tra di loro, hanno tonalità accese anche quando la presenza della morte è incombente; in termini stilistici, l'artista norvegese introduce sorprendenti novità: da una parte un colore acido e violento, dall'altra una sinuosità lineare che conferisce al segno una valenza allucinata, infatti l'artista dipinge non quello che vede ma quello che sente dentro. In primo piano vi è una figura dal viso senza forma simile ad una larva, con gli occhi spalancati e gialli, che si porta le mani alle orecchie quasi come volesse non udire il grido disperato che sale dall'interiorità ancora più disperato di un urlo che proviene dall'esterno: è il grido della nascita, dell'essere gettati nel mondo e pure già condannati, il GRIDO DELLA MORTE. L'uomo avverte l'angoscia, il disagio verso il mondo e urla non tanto per risolvere il problema, quanto per comunicare il suo stato d'animo; alle spalle della figura vi è un ponte il cui andamento obliquo attira il fruitore nel quadro. Lo stesso tema del “Grido” viene affrontato in altre due opere: in “ANGOSCIA” e “DISPERAZIONE” la situazione è identica ma l'uomo pur rimanendo isolato, chiuso in se stesso, è circondato da altre persone con le quali però non ha alcun tipo di comunicazione e l'impatto duro della linea retta insieme al timbro allucinato, raccontano in modo pittoricamente efficace l'urto improvviso dell'angoscia che può trasformare un bel tramonto in un incubo insostenibile.


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