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Tesina sulla Rivoluzione russa: Esauriente tesina per la maturità sulla rivoluzione russa del 1905 (15 pagine formato doc)

VOTO: 5 Appunto inviato da turyfree

La rivoluzione russa del 1905

La disastrosa sconfitta subita dalla Russia nella guerra contro il Giappone, mettendo in piena luce l'inefficienza e la corruzione del regime zaristico, contribuì a scatenare le tendenze rivoluzionarie che da tempo minavano la società russa. Alla morte violenta dello zar Alessandro II, ucciso in un attentato terroristico, aveva fatto seguito una feroce reazione. Il nuovo zar, Alessandro III (1881-1894), con il pieno appoggio della Chiesa ortodossa e della nobiltà (le due colonne su cui si reggeva da sempre l'autocrazia zarista), cancellò ogni traccia delle timide concessioni fatte dal padre.


Per legittimare in qualche modo la propria politica di integrale restaurazione dell'autocrazia, Alessandro III ricorse agli appelli alla salvaguardia dei valori tradizionali della "grande madre Russia". La polizia politica (Ochrana) infierì contro oppositori e studenti universitari, accusati di essere pericolosi propagatori di idee contrarie all'autentico rito nazionale e sovvertitrici dell'ordine sociale; le popolazioni non russe dell'Impero vennero sottoposte a una brutale russificazione; le religioni diverse da quella ortodossa perseguitate. Contro gli ebrei venne lasciata mano libera al cieco risentimento popo­lare, che sfociò in sanguinosi pogrom1. Sotto Alessandro II e, successivamente, Nicola II (1894-1917) ben poco si era fatto per risolvere i pro­blemi delle masse popolari, specialmente contadine, che premevano tumultuosamente per ottenere condizioni di vita almeno tollerabili.


Riforme notevoli, ma non certo atte ad alleviare tali condizioni, erano invero state promosse da Sergej Julevic Vitte, ministro delle comunicazioni, delle finanze e dell'industria dal 1892 al 1903: questi infatti, inasprendo la pressione fiscale sulle campagne, era riuscito a stabilizzare il rublo e a favorire quindi quel flusso di capitali stranieri che aveva largamente contribuito al decollo industriale della Russia. Per ammodernare le infrastrutture del paese egli aveva inoltre promosso la costruzione della ferrovia transiberiana. Ma la stessa borghesia, che pure aveva cominciato ad assumere una certa importanza grazie appunto al diffondersi di nuovi metodi di produzione, si vedeva negati i più elementari diritti politici. Essa pertanto esprimeva le proprie aspirazioni nel Partito democratico-costituzionale (meglio noto come Partito cadetto); così come il proletario rurale e urbano trovava i propri difensori nelle minoranze dell'intellighenzia che militavano nel Partito socialista rivoluzionario e nel Partito socialdemocratico russo. Indipendentemente da questi ristretti gruppi politici, che solo più tardi avrebbero svolto una funzione determinante, le masse popolari esprimevano comunque la loro protesta attraverso frequenti ribellioni, regolarmente represse con spietata durezza dall'autocrazia zarista.


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