Elsa Morante nacque a Roma nel 1912 e dopo il matrimonio con lo scrittore Alberto Moravia, quando Roma venne occupata dai nazisti, fu costretta a nascondersi col marito, perseguitato perché antifascista ed ebreo per parte del padre, tra i monti di Fondi in Ciociaria dove compose il suo primo romanzo, Menzogna e sortilegio (1948).
Elsa Morante ha scritto anche poesie (Alibi; Il mondo salvato dai ragazzini), libri di favole (La straordinaria avventura di Caterina).
LA STORIA DELL'EMANCIPAZIONE FEMMINILE (Clicca qui >>)
Il suo capolavoro è considerato L'isola di Arturo, un romanzo ambientato nell'isola di Procida, Arturo, il ragazzo protagonista, racconta la propria storia in prima persona e rivela la fatica e il dolore di un inquieto processo di crescita, tra attese, emozioni amorose ancora inconsapevoli, delusioni e paure che a poco a poco lo formano.
Il successo è arrivato però solo nel 1974 con La Storia, un romanzo storico e popolare insieme, dall'andamento epico, ambientato al tempo della Seconda guerra mondiale e dedicato agli "umili" e ai "vinti" della società, sulla scia dei grandi romanzi di Manzoni e Verga.
L'EMANCIPAZIONE FEMMINILE NEL '68 (Clicca qui >>)
Quest'opera letteraria non si presenta come i comuni romanzi storici dell'Ottocento, ma contiene dei fogli in carattere tipografico minuto, in cui è narrata - con grande scrupolo documentario - la vera storia, anno per anno, dal 1900 al 1967.
Romanzo strettamente legato alle vicende della seconda guerra mondiale e dell'immediato dopoguerra (dal 1900 al 1947), La Storia narra le tragiche vicende di Useppe, nato dalla violenza che la madre, Ida Ramundo, maestra elementare vedova ed ebrea, ha subito da un giovane militare tedesco, un ragazzo incosciente - e al tempo stesso spaventato e melanconico - alla ricerca di una donna che lo consoli della sua triste condizione di soldato. Cresciuto gracile e minuto tra gli stenti e la fame di una Roma occupata, Useppe muore, stroncato da una grave forma di epilessia («Il Grande Male») e Ida, piccola donna mite e indifesa, impazzisce dal dolore, non riuscendo a impedire la morte prematura del figlioletto.