Untitled PAG 2 - PILLOLE DI STORIA PAG 5 - LA MUSCOLATURA PAG 8 - FISICO…DA CICLISTA PAG 11 - LA DURA LEGGE DELL'ALLENAMENTO PAG 13 - IL GIRO D'ITALIA A CURA DI TEGAS SALVATORE VD 2004/2005 PILLOLE DI STORIA La prima vera corsa "ufficiale" può essere considerata la Parigi-Rouen del 7 novembre 1869: viene annunciata con un bando che indica la data e la distanza, anche se quest'ultima é specificata come distanza "approssimativa". I partenti sono 100, fra cui anche 6 donne, e su di un percorso di circa 123 chilometri si impone James Moore. Ma sulla sua vittoria ci sono le prime insinuazioni di scorrettezze e trucchi della storia del ciclismo. In Italia la prima vera corsa fu una Firenze-Pistoia del 1870: sulla distanza di 33 chilometri si impose un ragazzotto inglese, tale Van Heste,che coprì la distanza in 2 ore e 12 minuti.Si trattava per la verità di corse su bicicli, già tecnicamente piuttosto avanzati:il diametro della ruota anteriore era di circa 75 centimetri, quello della ruota posteriore di 50. La prima grande classica del ciclismo italiano fu la Milano-Torino, disputata nel 1876. Otto i valorosi concorrenti presentatisi al via muniti del loro velocipede. La partenza fu data alle quattro del mattino,per permettere ai corridori di arrivare con la luce del sole il pomeriggio seguente. Numerosissimo il pubblico presente ad attendere i corridori, ben diecimila persone, a Torino in corso Giulio Cesare: al termine di 150 chilometri di gara risultò vincitore uno studente in ingegneria, tal Paolo Magretti, che fu primo dei quattro concorrenti che terminarono la corsa; degli altri quattro si persero le tracce. Storica, forse la più bassa di tutti i tempi,la media della corsa: 13,300 Km/h. La vita del biciclo era però destinata a finire: intorno al 1885 erano comparse le prime biciclette ed erano nati i primi conflitti tra "biciclisti" e "ciclisti", con questi ultimi che in più d'una occasione chiesero di confrontarsi con i biciclisti; quando poi queste sfide vennero realmente disputate il vecchio velocipede dovette, tranne che in rarissime eccezioni, alzare bandiera bianca. E ne fu decretata la fine. Sempre di quel periodo fu la nascita di incredibili corse di resistenza: merita d'essere menzionata, in questo nostro breve viaggio, la Parigi Brest Parigi, o come altri preferivano dire, la Parigi-Brest e ritorno:impressionante la distanza da percorrere, giacchè erano previsti 1196 chilometri. La gara venne disputata e fu anche portata a termine da qualche concorrente: le cronache narrano della vittoria di Charles Terront, un vero e proprio campione di resistenza, che impiegò 71 ore e 22 minuti per concludere la prova il 6 settembre 1891. Si disputarono anche gare di resistenza su pista, ma il fenomeno durò per poco tempo, poichè si trattava di gare spaventosamente noiose per tutti coloro che non fossero tifosi di qualcuno dei partecipanti. Il primo campione del ciclismo italiano fu Giovanni Gerbi da Asti, detto "il diavolo rosso". Quel soprann Continua »