“Che cosa significa nichilismo? Significa che i supremi valori si svalutano. Manca lo scopo. Manca la risposta al: perché?”
Nichilismo: la realtà è il niente. La filosofia di Nietzsche è una “registrazione” del nichilismo, una sua critica e un suo superamento. Nella cultura occidentale, infatti, si è già affermato il nichilismo e il filosofo si pone al di là della sua esistenza: si propone, invece, di mostrare come, con che effetti ciò è avvenuto e, dunque, come agire.
Determinanti sono le circostanze storiche (ovvero quelle della cultura europea moderna) nella critica nietzschiana: per comprendere lo stretto legame che c’è tra l’uomo e il nulla, è necessario partire dall’analisi del rapporto tra l’uomo e Dio e, quindi, dalla religione (specie il cristianesimo). Il concetto di Dio giudaico-cristiano nasce come spiegazione dell’origine dell’uomo, quindi come suo fondamento assoluto; nello stesso tempo Dio dà una speranza al futuro dell’uomo, quindi è salvezza. Nietzsche afferma: “Dio è morto” . In che senso? Nel senso che la religione ha fallito. Il cristianesimo ha fatto sì che Dio rimanesse distrutto dal divenire: si è fatto da parte perchè comparisse l’uomo nel mondo, si è fatto uomo per portare un messaggio di redenzione e speranza di salvezza. Dunque, Dio è morto e con lui anche ogni fondamento assoluto dei valori. La morte di Dio è la morte delle illusioni.
La metafisica (con essa Nietzsche fa riferimento alla filosofia a partire da Socrate e Platone) ha anch’essa portato il nichilismo. La creazione del mondo delle idee di Platone è esemplare: al di sopra del mondo delle cose, in divenire e in mutamento, sta un mondo immutabile ed eterno (appunto, quello delle idee) che l’uomo ricerca per trovare uno “spunto di perfezione”.
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