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Argomenti trattati: Demostene e le Filippiche, Tacito e il proemio dell’Agricola, Nietzsche e Popper, D’Annunzio, I Totalitarismi, La Relatività, Stelle. (27 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastellastella Appunto inviato da mimama7

L'essenza delle ideologie Totalitarie e Democratiche in filosofia e letteratura - Volontà di potere - PERCORSO: GRECO: Demostene e le Filippiche LATINO: Tacito e il proemio dell'Agricola FILOSOFIA: Nietzsche e Popper ITALIANO: D'Annunzio STORIA: I Totalitarismi FISICA: La Relatività SCIENZE: le reazioni termonucleari nelle stelle EDUCAZIONE FISICA: le olimpiadi del `36/ sport e ginnastica nell'Italia Fascista ARTE: Otto Dix GRECO Demostene e la difesa d'Atene Demostene è sicuramente l'esempio più importante in Grecia di assoluta opposizione al potere rappresentato da Filippo che nel giro di pochi anni (era salito al trono nel 359 a.C.), destreggiandosi con estrema abilità fra i vari conflitti delle litigiose polis, era riuscito ad estendere in misura sempre maggiore la sua influenza sullo scacchiere greco. Il suo è un comportamento diverso da quello di Tacito che, di fronte al potere assolutistico dei Flavi, ha preferito non parlare per evitare problemi al contrario le opere di Demostene saranno sempre rivolte contro Filippo e la sue mire espansionistiche. Demostene apparteneva alla ricchissima borghesia e nacque ad Atene nel 384 a.C. Perse il padre a soli sette anni, questo aveva affidato il patrimonio a due nipoti Afobo e Demofonte che nel giro di pochi anni si impossessarono di tutti i suoi beni, tanto che Demostene li chiamò in giudizio anche se non riuscì a ritornare in possesso di tutti i suoi averi. Nei primi anni della sua carriera esercitò la professione di logografo e solo dopo aver ottenuto una certa fama diventò un vero e proprio oratore o meglio “l'oratore greco di tutti i tempi”. Il primo discorso antimacedone è sicuramente la Prima Filippica (352 a.C.) nella quale vengono ammoniti gli ateniesi perché si scuotano dalla loro apatia e si rendano conto del grave pericolo insito nelle mire espansionistiche del Macedone: “…..Vedete infatti, o Ateniesi, a che punto di impudenza è giunto costui: non vi lascia neppure scegliere se agire o restare in pace, ma minaccia e pronunzia, a quanto dicono, parole arroganti, e non è capace di accontentarsi di quello che ha già conquistato, ma sempre si circonda di nuove conquiste e ci accerchia da ogni parte mentre noi indugiamo e rimaniamo inerti…”; secondo Demostene questo poteva ancora essere fermato e nella chiusa del discorso propone che si armino un esercito e una flotta per contrastarlo: “…..Se dunque anche voi, o Ateniesi, vorrete venire in tale ordine di idee, almeno ora, dato che non l'avete fatto in passato, e ognuno di voi lascerà da parte ogni pretesto e sarà pronto ad agire là dove il dovere glielo impone e potrebbe rendersi utile alla città…..” . Gli ateniesi preferirono però la politica pacifista di Eubolo appoggiato poi anche da Isocrate che nel 346 a.C. scrive il Filippo indirizzata al sovrano macedone che veniva considerata l'unica persona capace di riorganizzare l'intera Grecia e ciò al fine di condurre una decisiva c Continua »

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