La Propaganda E L’identità Nazionale - Tesina di Interdisciplinare gratis Studenti.it
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Quale peso ha la propaganda? Per realizzare le sue ambizioni, Hitler intendeva guidare i tedeschi con il mezzo della propaganda. (2 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastella Appunto inviato da valeazz84

STORIA STORIA Dunque, quale peso ha la propaganda? Negli anni successivi alla seconda guerra mondiale alcuni ricercatori si occuparono del problema, in una serie di studi. "Chi dice la prima parola al mondo ha sempre ragione" diceva Goebbels, con quest'affermazione convalidava l'ipotesi che la comunicazione di massa fosse un mezzo efficacissimo per creare atteggiamenti su argomenti nuovi. L'evidente efficacia dei mezzi di comunicazione per la creazione di opinioni su argomenti nuovi, ci fa capire quindi quale potenziale possano aver avuto i mass media in tempo di rivoluzioni o di rivolgimenti sociali. Un esempio ce lo offre la storia… Al termine del primo conflitto mondiale il pagamento dei danni di guerra dovuti ai vincitori erano un onere molto pesante, tale da determinare il crollo dell'economia tedesca. Per onorare questi pagamenti, nel gennaio 1923 la Francia occupò il cuore industriale della Germania, la Ruhr. In risposta, il governo repubblicano della Germania del dopoguerra, denominato di Weimar, dalla città dove si era riunita per la prima volta l'assemblea nazionale, appoggiò uno sciopero generale e lo finanziò stampando denaro. Così, la valuta non dava più fiducia e in pochi mesi sopravvenne un'inflazione incontrollabile. Inoltre la politica di collaborazione coi vincitori, assunta dal ministro Stresemann, suscitò una profonda reazione nei partiti nazionalisti e militaristi che gridavano al tradimento e affermavano che la Germania era stata pugnalata alla schiena dai suoi stessi politici repubblicani con la complicità di agitatori socialisti, degli ebrei e degli speculatori di guerra. In queste circostanze di caos, molti erano pronti ad appoggiare una rivolta dell'esercito contro la repubblica. Di molti era il pensiero che solo un nuovo movimento, sostenuto dall'esercito, poteva ristabilire l'orgoglio nazionale tedesco. Di questa situazione approfittò Adolf Hitler fondatore,nel 1919, del partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori abbreviato in nazista. Ma, cosa ancora più importante, formò un esercito privato, una banda d'assalto conosciuta come SA che serviva a intimidire i suoi avversari politici. Molto presto la situazione favorì lo sviluppo del partito. Fece dunque scoppiare nel novembre del 1923 una violenta insurrezione a Monaco dove egli stesso fu catturato e condannato a 5 anni di carcere di cui ne scontò solo 1. Negli anni della reclusione scrisse l'opera Mein Kampf (La mia battaglia). In questa opera Hitler esponeva con parole enfatiche i pensieri, le mire e i metodi che furono poi l'anima del nazismo. Questi ideali, che vedevano nella razza ariana qualità di perfezione a cui le altre etnie dovevano sottostare, avevano pochissime probabilità di attuazione poiché quando fu rilasciato, nel dicembre 1924, Hitler sembrava politicamente finito. Successivamente riorganizzò il partito, creò il corpo armato delle SS e l'ufficio di propaganda, che fu affidato a Joseph Goebbels. Riuscì così a raggiungere un lento increme Continua »

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