I supereroi dei fumetti, come il jazz e le patatine chips, sono un invenzione eminentemente americana. Le loro origini sono inglesi ed europee, e le possiamo rintracciare nei romanzi d’avventura di Sir Walter Scott, nelle storie gotiche di Horace Walpole, nei viaggi fantastici di Verne e nelle invenzioni fantascientifiche di Wells. Ma i supereroi, più che altro, nascono dal sogno americano dell’individualità eroica. Un uomo solo contro ogni avversità, sia che si tratti di forze della natura, di invasori esterni o di governi corrotti: le creature dei fumetti riflettono esattamente il carattere americano. Sessanta o settant’anni fa, la Depressione teneva in pugno l’America e il resto del mondo. Il lavoro era poco, e quel poco era duro, con orari pesanti. Non si era ancora diffusa la televisione. Agli inizi degli anni Trenta, anche le storie radiofoniche a puntate erano di là da venire. Quanto al cinema, ci andavi il sabato pomeriggio, se potevi. Il baseball era popolare, basket e hockey erano praticamente sconosciuti, mentre il football cominciava a muovere i primi passi. La principale fonte di svago per giovani e adulti era la lettura. Pochi romanzi rientravano nella sfera d’interesse dei ragazzi: per loro c’erano i pulp, periodici di narrativa che costavano poco, molto diffusi tra il 1900 e il 1955. I pulp degli anni Venti e Trenta ospitarono la maggior parte della letteratura americana di fantascienza e fantasy. Continua »